M&G, l’esperto risponde. Doveri del lavoratore: diligenza, fedeltà, condotta

    Il Consulente del lavoro dell'M&G, società specializzata in servizi in appalto per le aziende spiega, punto per punto, quali sono gli obblighi del lavoratore subordinato nei confronti del proprio datore di lavoro

    M&G

    Il prestatore di lavoro subordinato è colui che si obbliga, mediante retribuzione, a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro – manovale o intellettuale – alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore. La subordinazione rappresenta allora l’elemento qualificante del rapporto di lavoro in quanto implica una prestazione non autonoma, ma svolta alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro, o chi per lui.

    Il rapporto di lavoro è un rapporto complesso se non altro per la molteplicità degli elementi che concorrono a definire la posizione giuridica delle due parti, e cioè i loro reciproci diritti e doveri.

    Mentre, proprio in virtù del ruolo rivestito e del rischio d’impresa che assume, i poteri del datore di lavoro sono il potere di sorveglianza, il potere direttivo e di organizzazione dell’attività lavorativa con il conseguente potere disciplinare (ossia quello di emanare sanzioni disciplinari), per contro, gli obblighi del lavoratore sono quelli di diligenza nell’eseguire la prestazione, di fedeltà e obbedienza.

    Il primo degli obblighi integrativi facenti capo al lavoratore è dunque l’obbligo di diligenza: nello svolgere le proprie mansioni, infatti, il lavoratore deve usare l’assoluta diligenza richiesta dalla natura della prestazione, mettendo in atto anche una serie di cautele e attenzioni, nell’interesse dell’impresa e della produzione nazionale.

    Il Codice civile pone poi a carico del prestatore l’obbligo di obbedienza, sancendo che deve osservare le disposizioni che gli vengono impartite dall’imprenditore e dai collaboratori di questo, ai quali gerarchicamente sottende. La soggezione del prestatore al datore di lavoro non può però superare i limiti imposti dalle norme di legge (in particolare dallo Statuto dei lavoratori) e dalle norme contrattuali poste a tutela della sua dignità. Tuttavia, l’inosservanza dell’obbligo di obbedienza può costituire persino, nei casi più gravi, giustificato motivo di licenziamento.

    Infine, l’obbligo di fedeltà posto in capo al lavoratore è volto a tutelare l’interesse dell’imprenditore alla capacità dell’impresa di concorrere sul mercato: esso trae origine dal principio generale per cui il contratto deve essere eseguito secondo i principi di buona fede e buona condotta. In particolare, in capo al lavoratore la legge pone alcuni divieti: il divieto di trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore e il divieto di divulgazione delle notizie attinenti alla organizzazione ed ai metodi di produzione dell’impresa e dei segreti aziendali (elemento anche penalmente sanzionabile).

    In conclusione, se ai doveri dei lavoratori seguono sicuramente una serie di diritti, è opportuno e consigliabile che quest’ultimo mantenga una certa logica aziendalista nell’interesse tanto suo quanto della produttività generale e nello sviluppo di reciproche e rispettose relazioni con il proprio datore di lavoro, sviluppando un clima di equilibrio e benessere aziendale.

    Fabio Favale
    (Consulente del lavoro M&G)

     

    Annunci

    LASCIA UN COMMENTO

    Please enter your comment!
    Please enter your name here

    due × 3 =