M&G, l’esperto risponde. Esternalizzare forza lavoro: i vantaggi dell’appalto

    Con il contratto d’appalto una parte assume, con l’organizzazione di mezzi, persone e risorse e gestione a proprio rischio, l’obbligazione verso un’altra parte (il committente) di compiere un’opera o di prestare un servizio in cambio di un corrispettivo

    M&G

    Sempre più imprese stanno ricorrendo a forme di esternalizzazione, ossia di acquisizione dall’esterno della forza lavoro. L’appalto, unitamente alla somministrazione e al distacco, è una di queste.

    Con il contratto d’appalto una parte assume, con l’organizzazione di mezzi, persone e risorse e gestione a proprio rischio, l’obbligazione verso un’altra parte (il committente) di compiere un’opera o di prestare un servizio in cambio di un corrispettivo.

    Tale contratto ha allora per oggetto un “fare” e l’appaltatore assume l’obbligo, per contratto, di raggiungere un determinato risultato verso il committente.

    A fronte di tali premesse, possiamo dedurre che i due principali elementi dell’appalto sono l’autonomia nell’organizzazione aziendale e il rischio d’impresa dell’appaltatore: consiste proprio in questo la principale differenza con altre forme di esternalizzazione quali la somministrazione, che invece è mera fornitura di personale, e il distacco, che sottende a un interesse produttivo del datore di lavoro distaccante (come ad esempio l’acquisire nuovo know-how e nuove competenze tecniche per il proprio personale).

    Nell’appalto, inoltre, il potere direttivo e di organizzazione e il potere disciplinare spettano all’appaltatore e il committente non ha nessuna ingerenza: il lavoratore è alle esclusive dipendenze dell’azienda appaltatrice e agisce nell’interesse di questa.

    Di solito, l’azienda appaltatrice possiede anche significativa e comprovata esperienza in ambito di appalti oltre che personale specializzato in un determinato settore; peraltro capitali, macchine e altre attrezzature quali ad esempio tute da lavoro o strumentazioni informatiche possono essere fornite dalla stessa azienda appaltatrice e non dal committente.

    In conclusione, il contratto d’appalto è uno strumento che consente di coniugare flessibilità produttiva e riduzione dei costi fissi aziendali: tutto quanto è sempre più ricercato (e utilizzato con maggiore frequenza) dalle aziende per far fronte ad esigenze sempre più stringenti del mercato.

    In tal modo un’azienda può appaltare ad altro operatore di mercato l’esecuzione di servizi ed opere in cui non è specializzata, e dedicare invece maggiori sforzi ed energie a rami che costituiscono il proprio “core business”. Al contempo è possibile calmierare le risorse economiche e tenere sotto controllo lo stesso budget aziendale.

    Così l’appalto può rivelarsi una vera e propria chiave di successo nel mercato.

    Fabio Favale
    (Consulente del lavoro M&G)

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