Migranti, Cgil attacca Salvini: «E’ senza pudore». Saviano: «Un codardo»

Critiche pesanti al leader della Lega che si trova al Senato per il caso Diciotti. Lo scrittore: «Ha infranto la legge»

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Mentre Matteo Salvini si trova al Senato per il caso Diciotti (si vota per l’autorizzazione a procedere ma il vicepremier ha già in tasca il salvataggio dal processo da parte di M5S, Forza Italia e Fdi), arrivano da più parti attacchi al leader della Lega sulla questione migranti. Salvini si è difeso dicendo di essere sereno, emozionato e che «gli italiani mi pagano per difendere i confini e la sicurezza del Paese». Per poi chiudere il discorso così: «Amo la patria, i miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’opportunità di svolgere il mio lavoro con orgoglio e comunque votiate continuerò a svolgere il mio lavoro senza paura, altrimenti ne farei un altro».

Affondo Cgil
Il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra ha criticato Salvini: «Non c’è umanità, e non è rimasto neanche il pudore: chi dovrebbe garantire sicurezza e pace sociale non fa altro che alimentare il conflitto civile, e mentre invoca l’arresto di chi salva vite umane, continua a trincerarsi dietro l’immunità senza affrontare le sue responsabilità. È inammissibile l’accanimento che Salvini continua a perpetuare nei confronti dei più deboli, e nei confronti di chi, con estrema umanità, salva vite umane dal mare e dalle crudeltà libiche. “Chiudere” i porti è un annuncio reiterato che non può avere alcun valore legale e prescrittivo, tradisce i principi della Costituzione e i patti internazionali delle Nazioni Unite che considerano l’accoglienza un principio universale da garantire a tutti coloro che rischiano la vita».

Anche Saviano
Lo scrittore Roberto Saviano ha scritto su Facebook: «Oggi il Senato salverà il #MinistroDellaMalaVita che ha infranto la legge sequestrando migranti e lo ha fatto per interesse politico, senza che vi fosse alcun pericolo per il Paese. Sequestrare persone sul territorio Italiano, come il Ministro della Mala Vita ha fatto con i migranti a bordo della Diciotti, imbarcazione della Guardia costiera italiana, è un reato gravissimo, ma oggi Salvini, contando anche sul voto degli imbelli del M5S, la farà franca. E così, mentre il Ministro della Mala Vita si sottrae a un processo nel quale rischia una pena detentiva molto alta, sottopone me a processo ritenendo di essere stato diffamato. Il Ministro della Mala Vita prima legge in diretta Facebook gli atti giudiziari, prima spavaldo rivendica la sua azione, poi si sottrae al processo ricattando politicamente l’alleato di governo. E mentre lui, codardo, scappa, sottopone me al processo per averlo chiamato Ministro della Mala Vita, per averlo definito buffone: ma cos’è, se non un buffone, chi scappa di fronte alle proprie gravissime responsabilità? E voi, senatori del M5S, salvando il Ministro della Mala Vita, avrete definitivamente perso ciò che restava della vostra già compromessa credibilità. Matteo Salvini, mentre lei scappa codardamente dal processo sul caso Diciotti, ci vedremo al processo nel quale sarò io l’imputato e le prometto che con la parola – l’unico mezzo a mia disposizione – non darò tregua alle sue continue bugie».