Migranti, gli italiani dicono no ai porti chiusi e applaudono l’accordo di Malta

Il recente trattato stipulato dal nostro Paese con altri 4 Stati europei è considerato positivamente da più del 50 per cento dei cittadini

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La questione migranti continua a far discutere governo e opposizione. Il recente accordo di Malta, stipulato fra Italia, Germani, Francia, Malta e Finlandia sulla redistribuzione non convince, in particolare, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Hanno fatto un accordo a Malta, la prima figuraccia mondiale di questo governo: i porti a rotazione – spiega durante la trasmissione “Non è l’Arena” – tra Pozzallo e Augusta, solo i porti nostri». La leader Fdi prosegue ricordando come nel prossimo Consiglio europeo il tema dei migranti non sia fra quelli all’ordine del giorno e aggiunge: «Fonti Ue dicono che per loro questa cosa non si discute, non è cambiato niente, Francia e Germania vogliono trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa».
Sull’argomento si è espresso anche l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Centinaia di sbarchi in queste ore in Sicilia – ha ricordato il leader della Lega, in Umbria per la campagna elettorale delle prossime amministrative del 27 ottobre – Mentre Di Maio fa festa a Napoli e Renzi alla Leopolda, c’è qualcuno che fa la festa a noi. Pensano di far dispetto a Salvini ma riaprire i porti è un disastro per milioni di italiani, non un danno per Salvini».

Superare lo slogan dei porti chiusi
Nel centrodestra, Silvio Berlusconi propone la sua soluzione per risolvere il problema: «Soltanto un Occidente unito e forte, anche nuclearmente forte – spiega il presidente di Forza Italia – con gli arsenali nucleari della Federazione Russa, degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e della Francia, potrebbe costituire un deterrente per evitare una immigrazione di massa da parte degli africani verso l’Europa».
Chi, invece, difende l’accordo di Malta è il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli: «Abbiamo passato troppi mesi a pensare ad alzare i muri e chiudere i porti. A La Valletta qualcosa ha cominciato a muoversi, piano piano stiamo creando le condizioni perché il problema dell’immigrazione non sia affidato solo ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo».
Allontanare la politica dei porti chiusi è anche l’obiettivo del premier, Giuseppe Conte: «Lavoreremo per offrire a migliaia di giovani africani il lavoro con mutuo beneficio – spiega nel corso della convention Italia a 5 Stelle – e andremo così a risolvere concretamente il problema dell’immigrazione, non con lo slogan porto chiuso».

L’accordo di Malta piace agli italiani
Sul recente accordo stipulato dal nostro Paese è stata chiesta anche l’opinione dei cittadini. L’argomento, infatti, è stato oggetto di un sondaggio dell’Istituto Swg che ha coinvolto un campione rappresentativo nazionale di 1000 individui. Nel quesito si chiede un’opinione in merito all’accordo che prevede la redistribuzione degli immigrati clandestini, con gli Stati ospitanti che dovranno occuparsi anche degli eventuali rimpatri. Il 58 per cento dei giudizi sono stati positivi, con il 17 per cento che ha giudicato l’accordo un risultato importante che ridurrà la pressione migratoria sull’Italia, mentre per il 41 per cento si tratta di un buon accordo, ma la cui efficacia è ancora da verificare. Non tutti hanno visto con favore questo trattato: ad esprimersi negativamente è stato il 36 per cento del campione, con il 17 per cento che ha parlato di un accordo debole che cambierà poco l’attuale situazione, mentre per il 19 per cento si tratta di un accordo sbagliato perché bisognava puntare sul blocco degli arrivi e sui rimpatri immediati.

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(Fonte: http://www.swg.it/politicapp)

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