Migranti in Italia, è boom di nigeriani e senegalesi

Lo conferma il rapporto dell'Istat: ingressi più alti anche per gambiani, maliani, ivoriani e ghanesi. E sono quasi tutti uomini

Sotto quale bandiera sono nati i migranti che stanno in Italia? Beh, si parte da una certezza: l’Africa avanza. A livello di percentuali le persone in arrivo dalla Costa d’Avorio sono più che triplicate, mentre dalla Nigeria sono raddoppiate. Idem per i cittadini del Ghana. Lo conferma l’Istat nel rapporto sulla mobilità interna e migrazioni internazionali della popolazione residente. Lo squilibrio di genere, poi, ha del clamoroso: gambiani e maliani sono al 98 per cento composti uomini, vale lo stesso discorso per senegalesi e nigeriani (rispettivamente 8 su 10 uomini e 7 e su 10 uomini). Le donne “vincono” quando si passa alla valutazione dell’Est Europa: il sesso femminile viaggia al 69 per cento tra i migranti ucraini, al 61 per cento tra i rumeni e al 53 per cento tra gli albanesi.

Nel dettaglio
In generale i numeri parlano dal chiaro e sono in netto rialzo: si è passati da circa 163 mila migranti del 1997 agli oltre 343 mila del 2017. Insomma, c’è stato un boom negli ultimi 20 anni di migranti. Nel 2017, il primo flusso è quello di cittadini rumeni, in calo rispetto al 2016 (43 mila, -4 per cento), seguito da quello di cittadini nigeriani (23 mila, +58,4 per cento), marocchini (16 mila, +7,2 per cento) e brasiliani (16 mila, +49,5 per cento). Nello stesso anno, si confermano consistenti e in aumento gli immigrati senegalesi (11 mila, +27,4 per cento sull’anno precedente), gambiani (9 mila, +31,2 per cento), maliani (7 mila, +30,7 per cento), ivoriani (7 mila, +84,6 per cento) e ghanesi (6 mila, +45,8 per cento). Sono invece in calo le iscrizioni dall’estero di cittadini cinesi (11 mila, -9 per cento) e indiani (8 mila, -22 per cento). «La crisi economica dell’ultimo decennio ha segnato una graduale diminuzione dei flussi fino al 2013. Dal 2014 a oggi, invece, le immigrazioni presentano un trend in aumento riconducibile ai flussi sempre più numerosi provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Una volta che i migranti sono stati regolarizzati sul territorio, gli ingressi si sono tradotti per buona parte in iscrizioni anagrafiche», si legge nel report dell’Istat. Non solo. Fino a pochi anni fa i flussi degli albanesi, marocchini e serbi erano nelle primissime posizioni, mentre adesso sono diventati sempre più consistenti i flussi di nigeriani, senegalesi, gambiani e maliani, fermo restando che i rumeni restano al primo posto nonostante una leggera flessione generale.

Per regioni
La Lombardia accoglie 2 migranti su 10: sfiora da sola il 20 per cento e sta al primo posto tra le regioni d’Italia. Seguono, con un notevole distacco, Lazio (9,6 per cento), Emilia-Romagna (9,2 per cento), Veneto (8,5 per cento), Toscana e Piemonte (entrambe con il 7,8 per cento). Alcune regioni del Mezzogiorno risultano attrattive, almeno per quanto riguarda la prima residenza sul territorio: la Campania riceve il 7 per cento del totale dei flussi, seguita da Sicilia (5,2 per cento), Puglia (4,1 per cento) e Calabria (3,5 per cento).

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