Migranti, Minniti: «Caso Sea Watch colossale responsabilità del governo»

L'ex ministro dell'Interno commenta la vicenda della nave della Ong tedesca e la gestione dell'esecutivo. Inoltre attacca Salvini per le accuse ai magistrati

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«Tra un nazional-populismo che cavalca l’emergenza immigrazione, anche quando non c’è e l’accoglienza indiscriminata e assoluta – spiega Marco Minniti – c’è una via di mezzo: il governo dei grandi flussi migratori, tenendo insieme sicurezza, umanità e libertà. Questa è la sfida storica per la sinistra. Se la sinistra non fa questo temo che non ce la farà a sconfiggere i nazional-populisti». È questo il pensiero espresso dall’ex ministro dell’Interno, intervenuto durante la trasmissione Omnibus su La7.

Caso Sea Watch
Il deputato dem viene interpellato sul caso Sea Watch. Una vicenda che, secondo Minniti, poteva risolversi in poco tempo e senza polemiche: «Carola Rachete, da comandante di una nave che svolge una funzione umanitaria, ha fatto quel che voleva e che doveva fare. Io credo che chi non abbia fatto il proprio dovere siano stati il governo italiano e l’Europa. Perché una questione che riguarda 42 migranti la si risolve in 5 minuti». In questa vicenda, aggiunge, «Non c’era nessun motivo per cui una nave che trasportava 42 naufraghi, fosse tenuta fuori per 16 giorni da tutti i porti italiani. La cosa curiosa è che mentre a quei migranti veniva impedito lo sbarco, altri 100 sbarcavano a Lampedusa trasportati illegalmente dai trafficanti di esseri umani. C’è stata una colossale responsabilità del governo».

Critiche a Salvini
Riguardo l’operato del suo successore al Viminale, Minniti è molto critico, soprattutto per quanto riguarda le accuse di Salvini rivolte ai magistrati, definite è inaccettabili «soprattutto perché è il ministro dell’Interno. Sono preoccupato». Minniti ricorda come soltanto poche ore prima che il gip di Agrigento revocasse gli arresti al capitano Rackete, Salvini «aveva detto finalmente c’è un giudice. Dopo pochissime ore quel giudice non c’è più. Non si può fare che la giustizia funziona solo fa comodo. Ci vuole rispetto per l’autonomia dei magistrati».

La situazione in Libia
Infine, l’ex ministro risponde, a distanza, al deputato di Leu, Nicola Fratoianni che durante una seduta parlamentare sulle missioni italiane all’estero aveva dichiarato come morta e sopolta la cosiddetta “linea Minniti” sulla gestione dei flussi migratori: Il compagno Minniti è vivo e lotta insieme a noi. Lo dico anche a Fratoianni». E aggiunge: «Vorrei ricordare che i trattati politici tra Italia e Libia sono ancora in vigore, nessuno li ha cancellati. In Libia è in corso una drammatica guerra civile e si vuole affrontare il tema dei corridoi umanitari e dei rimpatri, se si vogliono svuotare i centri di permanenza in Libia, quella cornice normativa è utilissima».