Migranti, Salvini: «L’accordo di Malta è una fregatura. Contenti gli scafisti»

Il leader della Lega, a Skytg24, critica l'accordo sulla redistribuzione siglato dai leader europei. Attacca il premier Conte e gli ex alleati di governo e parla del caso Russiagate

Lega

Matteo Salvini commenta l’accordo di Malta sui migranti in un’intervista a Sky tg24 e chiede rispetto per se e il lavoro svolto al ministero all’Interno al premier, Giuseppe Conte: «In un anno di governo ho ridotto gli sbarchi del 75 per cento, e in un solo mese di Pd-M5S gli arrivi sono aumentati. Questi sono fatti, mentre l’accordo di Malta è solo l’ennesima promessa dell’Europa. Tante parole ma fatti zero, come in passato. Il premier Conte dovrebbe ricordarlo e mostrare rispetto per chi ha governato con lui per 14 mesi, contribuendo a strapparlo dall’anonimato. Se non sopportava me e la Lega, poteva dirlo subito». Salvini prosegue definendo, ironicamente, «geniale» l’accordo di Malta che, spiega, «a me sembra una sola, una fregatura. Gli unici contenti sono gli scafisti, non so se il signor Conte se ne rende conto. Gli italiani non sono scemi – aggiunge – i numeri dicono che si stanno moltiplicando e poi li troveremo in giro per Roma, Milano, Palermo».

Attacco a Conte, Renzi e Di Maio
Il leader della Lega, continua la sua critica nei confronti del premier, attaccando anche l’ex alleato, Luigi Di Maio e Matteo Renzi: «Sono uno che si impegna – spiega Salvini – che ci mette l’anima, ma non riesco a fare quello che ha fatto Renzi, che hanno fatto Conte e Di Maio: cambiare faccia per salvare poltrona». Salvini sottolinea, inoltre, come all’interno del precedente governo ci fosse qualcuno che non gradiva quell’alleanza: «Tria si dice contento per essere riuscito a contenermi… Ma scusate, non era al governo con me? E’ evidente che qualcuno remava contro».

Caso Russiagate
Infine, sulla vicenda del Russiagate, spiega: «È una vicenda surreale e non c’è niente da chiarire, lo faranno i giudici: chi meglio di loro? Non c’è un rublo, un dollaro, una matita o una merendina fuori posto». E a chi, come il premier Conte, chiede dei chiarimenti, risponde: «Ci sono alcune interrogazioni del Pd giacenti in Parlamento – replica il leader della Lega – alle quali – il premier – non ha mai risposto, sulla sua professione, su presunti conflitti di interesse. Sono dubbi sollevati dai suoi attuali alleati di governo, che ipotizzano conflitti d’interesse e ombre nel suo passato, pensi a quelle». E per quanto riguarda i fondi russi, ribadisce: «C’è un indagine e ho totale fiducia nei magistrati, chi meglio di loro possono fare chiarezza?».