Minori, Moige: «Pochi controlli per chi acquista alcol e sigarette»

Un'indagine dell'associazione dei genitori rivela come, nella maggior parte dei casi, nessuno controlli i documenti dei più giovani quando cercano di acquistare prodotti riservati ai maggiorenni

minori

Sono molteplici i prodotti e i servizi che, seppur vietati ai minori, sono a completa disposizione di quanti non hanno ancora raggiunto la maggiore età. A lanciare l’allarme è il Moige (Movimento italiano genitori) che ha presentato, presso la sede del Senato di Palazzo Giustiniani, il suo rapporto “Venduti ai minori”. L’obiettivo dell’indagine, che ha coinvolto più di 1300 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, è conoscere se e quanto gli adulti vendano prodotti vietati dalla legge ai minori, come l’alcol, le sigarette, cannabis legalizzata (senza principio attivo), il gioco d’azzardo e la pornografia. Monitorato anche il settore dei videogiochi vietati ai minori di 18 anni.

I minori e l’alcol
Come riporta lo studio del Moige, il luogo principale dove i giovani possono bere alcol è la discoteca (41,5 per cento), insieme ai bar (23 per cento), seguiti da supermercati (18,5 per cento), ristoranti (7 per cento) e negozi di alimentari (2,4 per cento). Inoltre, il 65 per cento dei rivenditori non si accerta sulla reale età di chi compra da bere e il 48 per cento non si è rifiutato di vendere i prodotti anche di fronte all’evidente stato di ubriachezza del minore.

Il rapporto col tabacco
Per quanto riguarda l’accesso al fumo, i minorenni acquistano principalmente nelle tabaccherie (51 per cento), oppure, come dichiara il 40 per cento del campione, le prendono da amici. Il 5 per cento le ha acquistate presso un distributore automatico e il 4 per cento in un bar. E se alcuni hanno aggirato il problema dei distributori facendosi prestare la tessera sanitaria da un conoscente maggiorenne, il 15 per cento ha dichiarato di aver trovato apparecchi senza il controllo di verifica sull’età. Chi, invece, si è rivolto verso le sigarette elettroniche non ha ricevuto controlli (63 per cento) da parte dei venditori oppure è stato controllato sporadicamente (34 per cento).
In 7 negozi su 10 che vendono la cosiddetta “cannabis light” non erano presenti indicazioni sull’uso del prodotto da collezione non adatto alla combustione e il 68 per cento dei rivenditori dei cannabis shop ha venduto il prodotto nonostante sapesse che ad acquistarlo era un minorenne.

Gioco d’azzardo, pornografia e videogiochi
Nonostante l’83 per cento dei giovani conosce i divieti relativi al gioco, il 58 per cento si diletta nelle scommesse sportive e il 62 per cento del campione dichiara di non aver mai ricevuto un controllo sull’età. Nel 54 per cento dei casi, invece, gli è stato permesso di effettuare comunque la scommessa.
L’accesso a siti pornografici viene effettuato soprattutto da dispositivi mobili, sui quali non è attiva nessuna limitazione o “parental control”, mentre il 56 per cento dei rivenditori di videogiochi ha venduto ai minorenni prodotti con contenuti volgari o violenti.

Necessità di norme più severe
Quelli evidenziati dall’indagine, spiega Antonio Affinita, direttore generale del Moige, «sono dati molto gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per la tutela dei nostri figli. Occorre ripensare e ridefinire il sistema di sanzioni, controlli e formazione. L’impegno a proteggere  i minori non può essere confinato solo in famiglia, ma riguarda tutti coloro che producono tali prodotti nocivi ai minori, che devono attivarsi fattivamente per garantire che non vadano a finire nelle mani dei nostri figli».
Le richieste dell’associazione sono condivise anche dalla senatrice Licia Ronzulli, presidente della commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza che, su Twitter, ha sottolineato come i dati dello studio aprano uno squarcio «molto triste su come, a volte, il nemico dei bambini sia proprio l’adulto e di come l’adulto possa essere complice».  Inoltre, la senatrice di Forza Italia ha ricordato l’importanza di «Interventi normativi più stringenti per la tutela dei minori. L’adulto che viola i divieti di vendita ai minori deve essere punito e sanzionato con pene severe»

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