Sputi e morsi, tra Morgan e Bugo finisce male. La lettera del coautore

Morsi, sputi. Insulti e lite furibonda. Tra Morgan e Bugo è finita male, almeno secondo la testimonianza di chi era presente alla clamorosa lite tra i due artisti dopo quanto accaduto sul palco di Sanremo.

Un percorso tortuoso

I fatti sarebbero accaduti tra il Teatro Ariston, l’epicentro, l’hotel dove alloggiano gli artisti e il Palafiori, la location del dopofestival e delle feste. Malumori covati dall’inizio del Festival, con Bugo che, secondo i testimoni e i più informati, era molto perplesso ma ha lasciato spazio a Morgan. Con il passare delle ore, la perplessità di Bugo si è trasformata in contrarietà totale. Una situazione tesissima esplosa il giorno prima delle prove, quando lette le partiture che le erano state consegnate, l’orchestra ha definito “incomprensibile” e “insuonabile” quanto prodotto da Morgan che reagisce con una dura lettera.

Il lavoro di ricucitura di Amadeus ha ricondotto Morgan alla ragione e i due artisti si sono presentati in sala prove dove però le cose sono andate malissimo. Alla sera, l’esibizione è stata pessima, e subito dopo, durante la trasmissione su Radio2 condotta da Gino Castaldo è andata in scena una prima violentissima lite durante la quale Morgan – inferocito perché Bugo aveva cantato l’intera canzone e non solo la sua parte – ha accusato il collega di irriconoscenza: “Senza di me tu qui non saresti mai arrivato”.

La rissa e la lettera del coautore

La resa dei conti finale è quella di venerdì sera, con Bugo, esausto che lascia il palco e la squalifica dei due cantanti dal Festival. A chiarire le cose con una lunga lettera sul proprio profilo facebook è Simone Bortolotti , direttore d’orchestra, produttore e coautore del brano “Sincero”.

Il lungo testo

“Non avrei mai ne voluto, ne immaginato di finire in una tale polemica, ma essendo stato, sia protagonista del fatto, che citato più volte a sproposito, ho il dovere di far chiarezza.

Questo messaggio è per fugare ogni dubbio sulla vicenda Bugo Morgan, che ha valso la squalifica dal festival di sanremo, e per replicare in modo onesto e comprovabile, alle dichiarazioni del tutto irreali divulgate da Marco Castoldi (in arte Morgan).

È giusto che si sappia la verità. E la verità ha un solo modo di essere fornita: dimostrandola.

Partiamo dal principio cominciando a puntualizzare la natura della scrittura del brano. Io e Andrea Bonomo abbiamo iniziato a lavorare al disco di Bugo orami quasi due anni fa, in questo tempo Andrea fa sentire a me e l’artista il brano in questione, ci convince ma abbiamo perplessità sull’efficacia delle strofe cantate dallo stesso Bugo.

Pensiamo che stilisticamente Morgan sia perfetto. Bugo lo contatta e dopo diversi tentativi andati a vuoto, Morgan viene a cantare nel mio studio, quello che oggi si sente nelle radio, senza apporre nessuna modifica sostanziale. A testimonianza di questo c’è un deposito pregresso, così come la traccia audio originale senza la presenza di Morgan.

Questo a sottolineare come Morgan, non abbia minimamente preso parte alla scrittura, ma gli sia stato concesso di firmare. Subito dopo si pensa (considerando anche l’entusiasmo di Morgan per il brano) che possa essere un buon singolo apripista di questo nuovo progetto. Nel momento in cui viene pianificata la candidatura di bugo al festival, pensiamo che possa essere interessante presentare il brano in questione. Andiamo in Rai per incontrare Morgan durante la sua trasmissione “cantautoradio” e chiedere se fosse felice di partecipare al festival con bugo. Accetta di buon grado, chiedendo come condizione di firmare il brano in quanto cantautore. La richiesta viene approvata. Passa del tempo e la commissione del festival ci comunica di essere stati selezionati.

Da qui inizia una serie di vicende al limite del sopportabile, che sono sfociate in tentativi di sabotaggio continui, ricatti ed atti vandalici nel mio studio.

Morgan lamenta di non aver preso parte alla realizzazione di “Sincero”, ma non ricorda di dire che c’è stata massima disponibilità da parte di tutto il team creativo. Disponibilità che ha infangato, non presentandosi agli appuntamenti in studio,  ripetutamente. Sempre per quanto riguarda l’arrangiamento del brano da portare al festival, è accaduto che Morgan proponesse una versione sinfonica e senza ritmica, completamente non pertinente con la natura della canzone, scelta ed approvata dal direttore artistico e tutta la commissione.

Nonostante ciò, l’etichetta ha presentato la proposta di Morgan, che è stata bocciata dalla commissione stessa, perché non in linea con il brano approvato.

L’accordo iniziale tra Bugo e Morgan era che io mi sarei occupato dell’inedito, mentre Morgan della cover. Parlando quindi della cover, è il caso che si faccia chiarezza. Partiamo dalla scadenza della consegna delle partiture, fissata per il 10 Gennaio, e non rispettata da Morgan.

Dopo diverse settimane di ritardo arrivano delle partiture da parte di Morgan che non vengono approvate dall’intera orchestra di sanremo, oltre che dal direttore residente Leonardo De Amicis, perché tecnicamente scritte in modo del tutto incompetente. Errori armonici, e di impossibile lettura tecnica da parte degli orchestrali. Morgan accusa un fantomatico sabotatore delle sue partiture, ma la verità (comprovabile da innumerevoli mail, messaggi whatsapp e file audio) è che le partiture incriminate siano esattamente quelle consegnate dallo stesso.

Alla prima prova al teatro Ariston l’orchestra contesta le parti quindi non esegue la Cover.

A distanza di una settimana, viene fissata la seconda ed ultima prova in cui Morgan assicura di arrivare con le parti sistemate, grazie al supporto del maestro Corvino.

La realtà è che si presenta con partiture pressoché identiche a quelle contestate se non per pochi dettagli non sostanziali. L’orchestra suo malgrado cerca di eseguire questa partitura, per cinquanta minuti, sotto lo sguardo imbarazzato del direttore artistico, degli autori  e del direttore residente. Gli viene chiesto quindi di cambiare l’arrangiamento per impossibilità da parte dell’orchestra di eseguire, e per una oggettiva bruttezza dello stesso.

A questo punto, quasi per disperazione io e Andrea Bonomo in una notte scriviamo un arrangiamento salvagente per paura che Morgan si presentasse con l’ennesimo arrangiamento contestabile. A festival iniziato, il pomeriggio delle prove in cui si sarebbe eseguita la cover, Rai, con eccezionale disponibilità, ci concede un tempo maggiore, visti i ritardi madornali e l’inconcludenza. Morgan fa attendere per la milionesima volta l’orchestra e Bugo, per più di 40 minuti, non considerando la diretta imminente della sera stessa. Le prove sono imbarazzanti e l’esecuzione ne è una dimostrazione tangibile. Non ci si improvvisa direttori d’orchestra. La sera della diretta, Bugo disorientato dai continui cambiamenti di Morgan, e dall’impossibilità di pianificare la performance, canta tutto il brano. E l’arrangiamento prende l’ultimo posto a causa della totale mancanza di rispetto e professionalità di Morgan.

Non voglio neppure commentare quanto successo la sera dell’eliminazione, perché troppo palese e non interpretabile. Non c’è giustificazione. Da una parte un violento che offende il proprio partner e tutte le persone coinvolte (telespettatori compresi) e dall’altra, un ragazzo che fa l’unica cosa possibile: Difendere la propria dignità, di uomo ed artista. Ho avuto l’ingrata responsabilità di dover fermate la musica di Sanremo, ma per certe cose, è necessario avere il coraggio di fare silenzio”.