Musica: Adams, la mia Maria Maddalena è l’archetipo della donna violata  

“La mia Maria Maddalena è l’archetipo delle donne violate, maltrattate e violentate”. Parola del compositore e direttore d’orchestra statunitense John Adams a Roma per la prima esecuzione italiana a Santa Cecilia, in coproduzione con Romaeuropa Festival, di ‘The Gospel according to the other Mary’, la sua opera-oratorio ispirata alla Passione di Cristo raccontata dal punto di vista di Maria Maddalena. Adams, che conversando con i giornalisti parla di “una grande sfida”, torna a dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia venerdì 2 novembre alle 20,30, sabato 3 novembre alle 18 e domenica 4 novembre alle 18.  

“Torno in Italia dopo 22 anni – spiega il compositore – e ho trovato l’Orchestra molto migliorata rispetto al 1996. Il mio oratorio è difficile e gli artisti del coro si impegnano molto anche perché i miei ritmi sono molto ingannevoli. Ora molte donne sono state violate. Maria Maddalena vede in Gesù la sua unica resurrezione, lei lo ama e non sa se si tratti di un amore spirituale o fisico, perché rappresenta la purezza”. Allargando la sua riflessione, Adams spiega: “Mi viene in mente il movimento ‘Me Too’ che negli States è diventato importante: c’è un grande scontro tra il potere maschile dell’uomo bianco, rappresentato da chi è al governo, e le donne e a le persone di colore. Chi ha il potere inizia a temere questo movimento. E l’idea di una donna alla Casa Bianca rende molto nervosi tanti uomini che sono al potere. Questo oratorio è molto attuale, Maria Maddalena non è perfetta ma è alla ricerca della grazia”. 

Un’opera, quella di Adams, che in qualche modo arriva a trattare “problemi legati alla società americana dei nostri giorni. Negli Stati Uniti si vedono persone ricchissime ma anche tantissimi poveri, stesi per terra o nei giardini che fanno l’elemosina. Di fronte a queste scene ho realizzato che Gesù ha passato la sua vita in mezzo a loro. E quando vedo le donne messicane che lavorano nei nostri campi e vengono caricati dai poliziotti se fanno uno sciopero, mi viene spontaneo paragonarle alle scene di passione illustrate nella Bibbia”. 

Non è un caso che Adams faccia riferimento a questioni di natura sociale: nel libretto di Peter Sellars, storico collaboratore del compositore, il racconto evangelico intercala gli scritti di importanti esponenti dell’impegno politico e sociale: come la giornalista e attivista sociale Dorothy Day, a lungo in prima linea in battaglie in favore dei poveri; la scrittrice e poetessa Louise Erdrich; Rosario Castellanos considerata una delle scrittrici messicane più importanti del XX secolo, figura di riferimento del movimento femminista latino-americano.  

Nella lavorazione dell’opera-oratorio che verrà proposto al pubblico romano, Adams ricorda anche di aver inserito una poesia “di Primo Levi chiamata ‘Pasqua’: è meravigliosa, dà il benvenuto e accoglie tutti. Presentare qui a Roma questa poesia, che mi ha fatto molto commuovere dopo l’evento tremendo di Pittsburgh, per noi ha un significato profondo. Vogliamo mostrarvi la parte buona degli Stati Uniti”. D’altra parte, “è un invito rivolto a tutti, ai cristiani, ai musulmani e agli ebrei di sedere allo stesso tavolo”, dice il compositore.  

Adams ricorda inoltre che “il libretto è in inglese e spagnolo, tanti dei miei pezzi sono in spagnolo. Vivo in California e da noi ci sono molti ispanici, gente di cui Donald Trump ha paura. Il Presidente ha paura di questi diciottenni innocui. Arrivano negli Stati Uniti per lavorare nei campi in estate quando fa un caldo pazzesco. Nessuno vuole fare questi lavori ed è grazie a loro se abbiamo il raccolto. Io sono orgoglioso di questa gente, amo la loro lingua e voglio celebrare il fatto che in California li consideriamo nostri amici”. 

Quanto invece alla cifra musicale, Adams sostiene di racchiudere nel suo oratorio “diversi stili, dalla dance music, agli inni. Come Bach prese spunto da diversi stili così anche io traggo ispirazione da diversi ambiti. Penso che qualsiasi compositore che lavori su grande scala, come anche Mahler, non sia stilisticamente puro. Negli Stati Uniti amiamo più Luciano Berio che Pierre Boulez perché in questo senso era un ‘ladro meraviglioso’ e per me è stato un modello. Nella mia musica si può sentire del rock, si possono ascoltare dei brani di una violenza tremenda”.  

Negli Stati Uniti, prosegue Adams, “siamo cresciuti ascoltando tutti i generi di musica, il rock o il jazz che fa parte del nostro pedigree. Quando sono venuto in Europa, ho notato, invece, che c’è una divisione rigida tra il pop e altri generi di musica. Nelle opere postmoderne c’è molta ironia e, nei miei brani – afferma ancora Adams- uso spesso l’ironia, ma quella buona. In questo oratorio, però, parto dal cuore, è la mia anima che viene fuori”.  

La prima esecuzione mondiale in forma di concerto è stata il 31 maggio 2012 alla Disney Concert Hall di Los Angeles, mentre la prima esecuzione in forma scenica è stata il 7 marzo 2013 sempre alla Disney Concert Hall, sotto la direzione di Gustavo Dudamel alla guida della Los Angeles Philharmonic Orchestra e de Los Angeles Master Chorale.  

(Fonte: Adnkronos)