Mysocialrecipe, la piattaforma candidata a diventare la “Siae” delle ricette

L'idea è di Francesca Marino, nutrizionista e giornalista pubblicista, che tre anni fa ha trovato il modo di tutelare l'originalità di cuochi professionisti e amatoriali. A Momento Italia racconta la storia e l'evoluzione del suo sito

mysocialrecipe

«Una buona informazione può garantire agli utenti e ai consumatori uno strumento per navigare nella globalità, ma nello stesso tempo essere riconosciuti, difendere e salvaguardare la propria identità locale, anche piccola». Così nel 2000 il noto giornalista Ferruccio De Bortoli parlava delle potenzialità e dei rischi del web. Oggi, nel mare magnum della rete, è ancora attuale quest’esigenza del riconoscimento dell’identità e, soprattutto, della creatività.

In questo contesto si colloca Mysocialrecipe, portale di registrazione di ricette gastronomiche. L’idea è di Francesca Marino, nutrizionista e giornalista pubblicista, che tre anni fa ha trovato il modo di tutelare l’originalità di cuochi professionisti e amatoriali. A Momento Italia racconta la storia e l’evoluzione della sua piattaforma, che conta 300 mila visualizzazioni di pagina mensili e circa 3000 ricette depositate.

«I miei pazienti – spiega Francesca Marino – mi ripetevano spesso la frase “questa ricetta è mia” che è poi diventata il claim del logo. Da lì infatti ho iniziato ad approfondire l’argomento e, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, ho aperto il sito www.mysocialrecipe.com dove chiunque può iscriversi e caricare la propria ricetta, ricevendo un documento che ne attesti la paternità. Questo è possibile grazie all’apposizione di una marca temporale, l’evoluzione digitale del bollo postale, che certifica la data e l’ora di registrazione del piatto, con validità ventennale».

Come funziona e quanto costa
La spesa richiesta è di soli 4 euro per ciascuna creazione, corrispondente al costo stesso della pratica. In un mondo, soprattutto quello virtuale, dove tutto sembra di tutti, l’iniziativa si propone di affermare così il valore della proprietà intellettuale in campo culinario. «La ricetta è un’opera d’arte gastronomica. Si potrebbe pensare in futuro – aggiunge Francesca – alla gestione dei diritti, strada al momento non praticabile perché la giurisprudenza non prevede criteri di autorialità in quest’ambito. La nostra funzione è quella di un deposito e in tal senso rappresentiamo un unicum a livello mondiale».

Francesca Marino

L’idea ha ricevuto un finanziamento nell’ambito del “Voucher di digitalizzazione”, misura agevolativa del ministero dello Sviluppo Economico. «Abbiamo reinvestito i fondi ricevuti – ricorda Francesca – in un algoritmo che calcola la percentuale di originalità della ricetta caricata al momento del deposito, rispetto alle altre presenti sul sito. Inizialmente offrivamo questo parametro  su base semantica quindi attraverso un sistema di conteggio e sovrapposizione di parole. I criteri di originalità dei piatti riguardano soprattutto l’abbinamento degli ingredienti, mentre abbiamo deciso di non entrare nel merito della grammatura».

La creazione di un proprio profilo sul sito prevede la possibilità di caricare curriculum, foto, video e di candidarsi ad annunci nel settore. «Un po’ come nei social network si vengono a creare per ciascun iscritto dei portfolio online», spiega la fondatrice di Mysocialrecipe. A questo si aggiungono eventi, contest e, da ultimo, un progetto di comunicazione sempre nell’ottica di valorizzare la creatività.

Oltre le recensioni
«Mysocialrecipe – annuncia Francesca – da due mesi è una testata giornalistica registrata. Nel restyling del sito, che sarà visibile da gennaio, è previsto infatti un magazine, di cui sarò la direttrice. L’idea è di andare oltre le solite recensioni, per cui vorrei ingaggiare persone che notino le originalità, ad esempio di un locale in cui sono state, e decidano di raccontarle».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

sedici + sei =