Narcotraffico, arrestato in Brasile latitante Nicola Assisi  

E’ stato arrestato questa mattina all’alba in Brasile, a Praia Grande, litorale di San Paolo, Nicola Assisi, originario di San Giusto Canavese. Con lui è finito in manette il figlio, Patrick, nato a Chivasso, nel torinese. L’arresto è avvenuto ad opera della Polizia Federale del Brasile, a conclusione di un’indagine condotta in cooperazione internazionale con i carabinieri di Torino, coordinati dalla locale Dda e supportati dell’esperto per la Sicurezza della Dcsa nel Paese sudamericano. 

Dagli investigatori, Nicola Assisi è ritenuto il più grande fornitore in Italia di droga al servizio dei cartelli della ‘ndrangheta. Padre e figlio sono entrambi colpiti da provvedimento restrittivo perché responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e inseriti nel noto elenco dei 100. Nicola Assisi deve anche scontare una pena definitiva di circa 14 anni. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati denaro, 2 pistole, 1 kg di cocaina e una macchina per replicare sigilli per container. A quanto trapela, inoltre, la quantità di banconote sequestrate era tale, complessivamente 20 chili, che gli investigatori hanno dovuto pesarle e non contarle. Le pistole erano nascoste in un vano del box di controllo della piscina mentre i soldi e la droga erano custoditi in una camera nascosta da una falsa parete. 

L’arresto “è la vittoria del bene sul male, una notizia senza dubbio positiva” ha commentato all’AdnKronos la sindaca di San Giusto Canavese, Giosi Boggio. “Un plauso – ha aggiunto il sindaco – va senz’altro a tutte le forze dell’ordine che in questi anni si sono impegnate per catturarlo e non hanno mai desistito”. 

”Un’ottima operazione, un grande successo non solo per l’arresto di un latitante da tempo quasi infinito ma anche per il duro colpo al traffico internazionale di droga che sicuramente non finisce qui ma più colpi subisce meglio è per l’interesse generale” ha detto all’Adnkronos Giancarlo Caselli, ex procuratore capo di Torino. “Adesso due cose – ha aggiunto Caselli – speriamo che il Brasile sia meglio dell’Uruguay e che il destino di Assisi non sia quello di Morabito e si risolva il problema della villa di San Giusto Canavese”, confiscata in via definitiva nel 2011, “che qualcuno, evidentemente, ‘affezionato’ ad Assisi ha cercato addirittura di bruciare per distruggerla definitivamente ma non è riuscito”. ”Ma – ha proseguito l’ex procuratore torinese – a non essere riuscito a fare quello che dovrebbe fare è lo Stato italiano che deve finalmente restituire questo bene alla collettività. Nel momento in cui lo Stato vince arrestando Assisi, lo Stato non può perdere non restituendo sollecitamente questa villa alla collettività. Le vittorie devono essere complete, non ci si può accontentare anche se di un grande successo come l’arresto di un grande latitante”.  

(Fonte: Adnkronos)