Nato, per gli italiani è importante o no restare nell’alleanza atlantica?

Un sondaggio condotto dall'Istituto Swg ha messo in evidenza come per il 59 per cento degli intervistati sia molto o abbastanza importante che l'Italia resti nella Nato

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Bandiera della Nato

Per quasi il 60 per cento degli italiani è importante che l’Italia resti nell’alleanza atlantica. A metterlo in evidenza è un sondaggio condotto dall’Istituto Swg su un campione di 1000 persone. Alla domanda “Secondo lei è molto, abbastanza, poco o per niente giusto che l’Italia resti dentro la Nato?”, il 25 per cento degli intervistati ha risposto “molto” e il 34 per cento ha risposto “abbastanza”.

Ma oltre a chi non esprime un parere sulla questione (il 21 per cento ha risposto di non sapere), c’è anche un 12 per cento che ritiene poco importante la permanenza nell’alleanza atlantica e un 8 per cento che considera la cosa per niente importante.

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Dall’11 settembre in poi
Pochi giorni fa, in occasione dell’anniversario dell’attentato alle Torri gemelle, ambasciatore Francesco Maria Talò, rappresentante permanente dell’Italia al quartier generale della Nato, ha ribadito in un’intervista a Formiche.net, l’importanza e il valore dell’alleanza partendo dalla considerazione che proprio l’11 settembre fece scattare per la prima volta l’articolo 5 del Trattato nord Atlantico, ossia quello che prevede la difesa collettiva.

Diciotto anni fa ebbe luogo «un attacco contro tutti noi, non solo contro gli Stati Uniti», ha detto l’ambasciatore a Formiche.net, un attacco che «si è tradotto nella solidarietà attiva con l’articolo 5 del Trattato nord atlantico, l’emblema di tutta l’Alleanza». La difesa collettiva, ha aggiunto Talò, scattò per la prima volta nella storia della Nato «in una situazione non prevista dai fondatori; non di fronte a una minaccia tradizionale, convenzionale o nucleare, da un nemico da est, ma per un attacco terroristico condotto con mezzi inaspettati al cuore dell’Occidente».