“Nessun taglio a sussidi ebrei e perseguitati dal fascismo”  

Nessuna riduzione delle pensioni di guerra, né dei vitalizi ai perseguitati politici e razziali. Ad assicurarlo è Il ministero dell’Economia e Finanze, che informa come “i titolari degli assegni non subiranno alcuna decurtazione”. “Quanto riportato da alcuni organi di stampa – scandisce il Mef – è pertanto privo di fondamento”. Il Tesoro spiega infatti che “il decreto-legge n.119 del 23 ottobre 2018 (conosciuto come ‘decreto fiscale’) ha semplicemente operato un allineamento dello stanziamento in bilancio alla effettiva erogazione delle risorse in base ai diritti soggettivi degli interessati. Ma non sono state introdotte misure che limitano il beneficio o i requisiti di accesso”.  

Nessun taglio netto, quindi, ai sussidi di perseguitati politici e razziali del Ventennio fascista come ipotizzato da alcune testate che stamane avevano notato come, nel dl fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale, fra gli allegati e alla voce ‘Riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese dei Ministeri’, il Mef disponesse un taglio di 50 milioni al ‘sostegno in favore di pensionati di guerra ed assimilati, perseguitati politici e razziali’, sussidi previsti dalla legge Terracini del 1955. La legge, inizialmente dedicata solo ai perseguitati politici, è stata poi estesa dalla Corte Costituzionale nel 1986 anche ai cittadini italiani vittime delle leggi razziali del 1938. Leggi delle quali, per altro, quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. 

 

(Fonte: Adnkronos)