Niente ‘privacy’ per i furbetti, ora bufera su Tridico

Può cadere il velo della privacy sui “furbetti del bonus”. L’autorità garante fa sapere all’Inps che i nomi possono essere svelati: non ci sono vincoli di riservatezza che tengano. Nei palazzi della politica in tanti sperano che sia l’Istituto a svelare i nomi dei “miserabili” del bonus: eliminerebbe l’imbarazzo della “caccia” in corso e che fa circolare, non smentiti ma neanche confermati, i profili di “sospettati” come i due deputati leghisti Andrea Dara ed Elena Murelli. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico non sembra però per adesso intenzionato a farlo. E finisce a sua volta nel mirino: Matteo Renzi ne chiede le dimissioni, perché “totalmente incompetente”, e il Garante della privacy apre un’istruttoria sulla vicenda del bonus. Tridico ha dato alla presidente Debora Serracchiani la disponibilità a essere sentito in commissione Lavoro alla Camera, ma potrebbero volerci giorni: non prima di ferragosto o addirittura dopo il 24 agosto. E potrebbe essere questa la sede dove i nomi si faranno.

Il Garante però annuncia anche una “istruttoria” sulla “metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse”. Ancora poco, per dire, si sa della fuga di notizie. L’altra via è quella parlamentare. Fdi, con i deputati Walter Rizzetto e Francesco Lollobrigida, e Iv, con Camillo D’Alessandro, chiedono di audire Tridico. L’audizione, che per alcune parti potrebbe essere secretata, potrebbe avere al centro i nomi e l’operato dell’Istituto. Ma è difficile, nonostante le pressioni, che avvenga prima del 24 agosto. Troppo tempo, per i promotori del No al referendum sul taglio dei parlamentari, che accusano i sostenitori del Sì di aver usato questa vicenda come una clava in favore del taglio. Andrea Cangini annuncia un’interrogazione al premier Conte e alla ministra Catalfo. “Il governo ha scritto male la norma ed è complice delle storture”, dice Maria Stella Gelmini. Certo, chiosa ironico Paolo Gentiloni, mentre sono in ballo il vaccino per il Covid, la vicenda di Beirut, il Recovery fund, “guai a distrarci dal dibattito su quei cinque miserabili del bonus”.