Niente taser in dotazione e un carabiniere resta ferito in servizio

L’agente ha chiesto un risarcimento allo Stato dopo essere rimasto ferito durante una colluttazione perché sprovvisto della pistola elettrica

Il taser, la pistola elettrica la cui sperimentazione è partita lo scorso 5 settembre, continua a far parlare di sé. In questo caso per la sua assenza.  Un appuntato dei Carabinieri, infatti, si è rivolto al Tar della Sardegna presentando una richiesta di risarcimento per via delle lesioni riportate durante il servizio poiché non era stato dotato della necessaria dotazione di sicurezza.

I dettagli della vicenda
I fatti a cui si fa riferimento risalgono al 2015. Il carabiniere, come riporta GrNet.it, venne inviato, insieme ad altre tre pattuglie, a fermare un uomo che, nottetempo, si era introdotto completamente nudo all’interno di un edificio pubblico, provocando dei danni con delle armi improprie che avevano impedito a qualsiasi persona di avvicinarglisi. Durante l’azione ben quattro carabinieri riportarono delle ferite, in quanto avevano dovuto fermare l’uomo a mani nude. In seguito, l’aggressore venne ritenuto incapace di intendere e di volere e quindi assolto in sede di giudizio. Tuttavia, secondo l’agente, se quella sera avesse avuto un taser in dotazione avrebbe potuto evitare di essere ferito e fermare più facilmente l’uomo in evidente stato di agitazione.
Giorgio Carta, uno dei due avvocati che assiste l’appuntato dell’Arma, ha ricordato come il taser sia già da tempo in uso in molti altri stati europei e solo recentemente l’Italia ne ha avviato la sperimentazione. Pertanto auspica che il ricorso del suo assistito possa contribuire a far sì che la pistola elettrica sia adottata al più presto, in via definitiva, come strumento in dotazione alle forze dell’ordine.

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