“Noi dimenticati da Di Maio”, la rabbia dei rider  

Basta silenzi, si riapra subito il tavolo di trattativa con le piattaforme del food delivery e il governo, per disegnare nuove tutele contrattuali e normative che rendano il lavoro dei ciclofattorini dignitoso. A suonare la carica è la Riders Union Bologna che riunisce le sigle più rappresentative e battagliere dei ciclofattorini e che non si arrende al sipario che sembra essere calato sul loro negoziato, dopo l’attenzione che il M5S aveva tributato loro a poche ore dall’insediamento nel nuovo governo.

Fino ad ora, denunciano i rider, quello che abbiamo visto sono state “solo grandi promesse e grandi annunci, disegni di legge in grado di risolvere i nostri problemi, ma poi messi da parte perché intaccavano gli interessi della Lega e di Confindustria”, accusano puntando il dito su altre trattative che invece hanno avuto e avranno un futuro, a cominciare da quella inattesa con gli studenti italiani. “Passata l’attenzione mediatica sulla nostra lotta, della generazione abbandonata simbolo del malgoverno della casta non è rimasta traccia. Siamo stati riabbandonati”, dicono ancora ricordando come il 7 settembre scorso c’era stato l”impegno formale del ministro del Lavoro a far presentare entro fine mese alle multinazionali del Food delivery una proposta di accordo per un salario dignitoso, un lavoro sicuro, assicurazioni e diritti previdenziali. E invece “ancora nulla, solo un vi faremo sapere. E silenzio di tomba anche dalle multinazionali a cui avevamo chiesto una proposta chiara, finalmente priva di ambiguità”, spiegano promettendo una mobilitazione in caso di nuova fumata nera.

“Ci saranno iniziative di protesta diffuse. Non abbiamo soldi per venire a protestare tutti a Roma, siamo gente che guadagna 5 euro l’ora …spenderne 100 di treno per venire al ministero non mi sembra fattibile”, dicono pensando anche all’eventualità di un gesto simbolico, come quello di far recapitare da un rider di Foodora al ministro Di Maio una pizza a Palazzo Chigi con la scritta ironica “ti ricordi di noi”?. Ogni decisione comunque dovrebbe essere presa già domani in tarda serata quando le associazioni di difesa dei ciclofattorini torneranno a riunirsi.

Intanto Riders Union Bologna guarda anche a Bruxelles dove a fine mese si terrà la prima assemblea dei Riders europei. In Europa d’altra parte qualcosa si sta muovendo: “Macron sta mettendo in moto alcune cose. Anche in Gran Bretagna si registrano aperture, lì i riders si sono alleati con altre realtà del mondo del lavoro dando luogo al primo sciopero condiviso tra ciclofattorini e lavoratori Mc Donlad’s”.

E invece in Italia l”immobilismo del governo, accusano ancora, sta creando problemi anche ad alcune iniziative di punta, dalla Carta di Milano alla Carta di Bologna firmata lo scorso maggio per far crescere le piattaforme digitali senza abbassare le tutele dei lavoratori. “A novembre ci sarà la prima verifica sulla carta di Bologna – concludono -. E non è una situazione rose e fiori, quando partì il tavolo di governo le iniziative si sono di fatto rallentate”.

(Fonte: Adnkronos Labitalia)