“Non siamo accattoni”, Salvini contro Moscovici 

“Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni. Moscovici continua a insultare l’Italia, ma il suo stipendio è pagato anche dagli italiani. Ora basta: la pazienza è finita”. Matteo Salvini replica duramente al commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.

Rispondendo in commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale francese alle domande dei deputati sul caso italiano e sulla possibilità di un accordo con Roma sulla manovra bocciata dall’esecutivo Ue, il commissario europeo agli Affari economici e monetari ha detto: “Il problema di un accordo è che bisogna intendersi su ciò che può essere: quando si parla di regole si può avere un accordo sulle regole, ci si può avvicinare alle regole o lavorare nel quadro delle regole, non può essere una discussione con un mercante di tappeti”.

“Da commissario sono stato piuttosto accusato negli ultimi anni in Europa di essere dalla parte della flessibilità, di non essere abbastanza duro, io sono sempre stato per le regole con la dose di flessibilità che autorizzano. Anche per l’Italia, ma non posso distorcere le regole”, ha sottolineato Moscovici.

“Ho evocato il rischio italiano come un rischio per la crescita, per la coesione della zona euro, per il Paese stesso. Con una volontà politica assoluta della Commissione, a partire da me stesso, di non provocare, di non accettare una crisi tra Roma e Bruxelles – ha sottolineato – Abbiamo bisogno dell’Italia per quello che è, un Paese fondatore della comunità europea e cuore della zona euro”. “Sono persuaso – ha proseguito – che l’avvenire dell’Italia sia al cuore della zona euro e dell’Europa. Ci sono sempre paradossi elettorali: osservate che mentre il governo su questi argomenti è su posizioni se non esitanti quantomeno non sempre leggibili, la popolazione italiana è molto attaccata all’appartenenza dell’Italia all’euro”.

(Fonte: Adnkronos)