‘Non una di meno’ in piazza a Roma 

“Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che non hanno più voce”. E’ uno dei cartelli pronti a sfilare nel corteo organizzato (per il quarto anno consecutivo) da ‘Non una di meno’ a Roma in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. A tenere il cartello, con fierezza, è una ragazza di 25 anni, Elena. Non l’hanno spaventata le ore di viaggio da Torino (è lì che vive e lavora) per raggiungere la piazza romana di oggi e poter associarsi al grido per le libertà delle donne (FOTO).  

“Libertà di esprimersi, di essere quello che vogliamo essere senza dover rispondere a dei canoni, delle categorie predeterminate”, sottolinea all’Adnkronos, precisando che in piazza è necessario esserci e “dimostrare che il patriarcato esiste e si afferma sotto molteplici forme e molteplici tipi di violenza contro le donne che non vogliono sottomettersi ai canoni che ci vengono imposti”. 

Tamburi, balli e canti in coda al corteo (VIDEO) 

”Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner; continuano le violenze di matrice omolesbotransfobica. La violenza non ha passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni”, sottolinea ‘Non una di meno’.  

Il grido di Non una di meno in piazza: “Già 96 femminicidi, basta!” (Video) 

I centri antiviolenza in piazza: “Vogliamo risposte concrete” (Video) 

”Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato. Difendiamo e moltiplichiamo – si legge ancora nel testo – gli spazi femministi e transfemministi, come la casa delle donne Lucha y Siesta di Roma sotto minaccia di sgombero!”. 

”L’indipendenza economica – continua ‘Non una di meno’ – e la libertà di movimento sono le condizioni fondamentali per affrancarsi dalla violenza. Ma servono atti concreti: un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno. Serve abolire i decreti sicurezza e le leggi che mantengono in condizione di ricattabilità le persone migranti, e in particolare le donne!”. 

”Porteremo in piazza i simboli che il movimento ha costruito, i pañuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l’aborto legale, i pugni di fuoco simbolo di rivolta, le maschere delle luchadoras della campagna per Lucha y Siesta. Saremo in piazza senza spezzoni organizzati né bandiere e simboli di partito e sindacali”, specifica ‘Non una di meno’, ricordando infine che “il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale nel quartiere San Lorenzo, per preparare lo sciopero globale femminista dell’8 marzo 2020”.