Nonni tuttofare: un “tesoretto” da 2mila euro al mese

È la cifra che possono far risparmiare gli over a una famiglia composta da padre, madre e almeno un figlio. In tanti, infatti, si affidano ai nonni per svolgere buona parte delle faccende quotidiane. Attività che, sommate assieme, formano uno "stipendio" di tutto rispetto

nonni

I nonni: se non ci fossero loro, per molte famiglie, sarebbe un disastro. Soprattutto se, a dispetto dell’età avanzata, sono ancora pienamente efficienti. A quel punto diventano un tassello fondamentale per gestire tutti gli impegni che ogni nucleo deve incastrare durante la giornata; specialmente se ha figli. Ma il supporto di un over può tradursi anche in un grande risparmio. Questo è il periodo dell’anno più adatto per ricordarlo: il 2 ottobre è stata la “festa dei nonni”.  E, per l’occasione, il sito ProntoPro – piattaforma che fa incontrare offerta e domanda di servizi professionali – ha provato a quantificarlo. Mettendo in fila tutte le mansioni che un nonno può svolgere – fuori e dentro casa – e confrontandole con i costi medi delle tariffe dei loro “colleghi” registrati sul sito, si è arrivati a individuare quale dovrebbe essere il giusto “stipendio” di un nonno a tempo pieno. Una bella cifra: si parla di quasi 2mila euro al mese.

Lo “stipendio” di un nonno a tutto servizio
Come ci si è arrivati? È bastato osservare la quotidianità di una famiglia tipo – mamma, papà e almeno un figlio – e sommare le varie attività. Perché un nonno per un nipote può essere un ottimo intrattenitore nei momenti in cui i genitori non ci sono (un esperto del settore prende in media 50 euro l’ora e la maggior parte delle famiglie ne ha bisogno per almeno due ore a settimana). Ancora meglio se l’attempato genitore porta la macchina: si potrebbe trasformare in un perfetto autista per accompagnare i bambini a scuola, al corso di musica, a fare sport, dal dottore, alle feste; attività che dal lunedì al venerdì occupa minimo sei ore (e la tariffa di un tassista personale si attesta sui 15 euro l’ora). C’è poi l’assistenza studio per i compiti pomeridiani, la cura della casa e, magari, la preparazione del pranzo e della cena (la stima complessiva, per queste tre mansioni, è di oltre 900 euro al mese). Se, infine, in casa c’è pure un cane bisogna aggiungere i costi di dog sitting (circa 200 euro al mese per dieci ore di presenza settimanale).  

Quando il nonno fa anche da babysitter i costi lievitano
Se tutte queste cose dovessero farle degli estranei sarebbe un vero salasso. Appunto, tra 1500 e 2mila euro ogni mese. E, nel computo, non è stata considerata la voce di spesa più pesante: il compenso di una babysitter, di difficile quantificazione, dipendendo da fattori come il tempo e il tipo di responsabilità richiesta. Una ricerca di Sitly, piattaforma online per il placement di babysitter, a fine 2017 ha stimato il costo medio di una bambinaia di fiducia: 7,7 euro l’ora. Con picchi di oltre 8 euro nelle grandi città (Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze). Record assoluto a Venezia (si arriva a pagare fino a 9 euro l’ora). Solo al Sud il prezzo è più leggero: a Napoli, Bari, Palermo e Reggio Calabria per tenere compagnia ai più piccoli non si superano i 7 euro l’ora. È sufficiente fare un rapido conto per capire di quanto lieviterebbe lo stipendio dei nonni.

Un portale online per farli sentire sempre importanti
Ovviamente, questo è un modo leggero per evidenziare il ruolo centrale delle vecchie generazioni. Ma fotografa una realtà molto frequente dopo che l’avvento della crisi economica ha compresso i consumi delle famiglie. In tanti, però, sembrano non intuire di avere un “tesoretto” per le mani e lo trascurano. Un peccato, perché gli anziani hanno voglia e bisogno di sentirsi importanti (secondo un sondaggio Ipsos, la pensa così il 77 per cento di loro). Lodevole, in questo senso, l’iniziativa presa da tre amici di Milano: creare un sito d’annunci – Ni&No – dove gli over65 possano offrirsi per svolgere “lavoretti”. Una bacheca virtuale dove trovare nonni tuttofare. Una piattaforma aperta anche agli under30, per attivare un circuito virtuoso in cui i più grandi e i più giovani si scambiano le reciproche conoscenze e, assieme, si mettono a disposizione della “generazione di mezzo” (30-64 anni). Un progetto che, però, in due anni di vita non è mai pienamente decollato: poche centinaia di utenti il picco d’iscritti. Probabilmente, visto il target di riferimento, servirebbe qualcosa di più analogico.

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