Nozze gay, Giovanardi attacca le spose-marinaie: «Goliardata in alta uniforme»

L'ex responsabile delle politiche familiari nell'ultimo governo Berlusconi: «I rischi sono le adozioni e la pratica dell'utero in affitto per queste coppie»

nozze gay

Rosa Maria Mogavero e Lorella Cipro, due giovani che fanno parte della Marina Militare, si unite civilmente domenica 31 marzo. Le ragazze si sono sposate in divisa e alla fine della cerimonia hanno attraversato un vero e proprio picchetto d’onore organizzato dai colleghi. Il sì reciproco è diventato virale sui social e non solo.

Gli auguri dal ministero della Difesa
La notizia delle nozze gay ha fatto il giro d’Italia, tanto che sono arrivati gli auguri del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: «Volevo rivolgere i miei più sinceri auguri a Lorella e Rosy – ho saputo che i vostri amici vi chiamano così – i nostri due marinai che il 31 marzo hanno celebrato la loro unione. Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello con le famiglie riunite e tanta gioia nei vostri sguardi. Lorella e Rosy sono l’esempio di una importante evoluzione culturale, nelle Forze Armate e nel nostro Paese. Auguri ragazze!».

Giovanardi critica
A scoppio ritardato sono arrivate le critiche di Carlo Giovanardi (IDeA-Popolo e Libertà), già responsabile delle politiche familiari nell’ultimo governo Berlusconi, in un articolo pubblicato su “L’Occidentale”: «Tutti i giornali italiani hanno dato ampio spazio alla notizia di due donne, tenente di vascello e nocchiero della Marina Militare, che hanno stipulato una Unione Civile, con titoli del tipo: “prime spose in divisa”, “prime nozze lesbiche”, “Maria Teresa e Lorella si sono sposate”. In teoria le Unioni Civili, riconoscimento di una “specifica formazione sociale” (art.1 legge 20 maggio 2016 nr 76), non hanno nulla a che fare con il matrimonio che viene citato nell’ art. 29 comma 1 della Costituzione: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, tra uomo e donna come ha ripetutamente ribadito la Corte Costituzionale. In un Paese democratico la Costituzione si può cambiare e decidere che il “naturale” si riferisca anche a matrimoni tra uomo e uomo e donna e donna. Questo renderebbe corretti i titoli dei giornali che hanno parlato di “nozze”, “spose” ecc. Tuttavia questo cambio di impostazione, il cui rischio abbiamo denunciato fin da tempi non sospetti – da quando la legge Cirinnà era in discussione in Parlamento – spalancherebbe la porta anche alle adozioni ed alla pratica dell’utero in affitto per queste coppie, che è proprio l’obiettivo per cui si battono le organizzazioni fondamentaliste del mondo LGBT, con relativa compravendita di bambini sul mercato, privando gli stessi del sacrosanto diritto a conoscere e a crescere con un padre ed una madre».

«La goliardata»
«La raffica di interviste rilasciate dalle due militari nelle quali preannunciano l’intenzione di ricorrere a pratiche proibite in Italia per avere un bambino, dimostrano, anche in questo caso qual è il vero obiettivo di questa unione. La goliardata in Alta Uniforme e la benedizione del ministro della Difesa, assieme ai titoli fuorvianti dei giornali dimostrano con quanta superficialità, speriamo non malafede, si trattano questioni così importanti per il futuro del nostro Paese».