Nuovo Dpcm, da Musumeci a Fontana: scoppia l’ira contro Conte

Il verdetto, dopo una lunga giornata di incertezze, arriva all’ora di cena. In area rossa, secondo il nuovo Dpcm in vigore da venerdì, ci sono Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta.

Scatta un lockdown ‘light’ con una serie di misure restrittive, che vanno dalla chiusura di bar, ristoranti e negozi (non di prima necessità) a forti limiti degli spostamenti con il ritorno dell’autocertificazione, dalla didattica a distanza dalla prima media fino alle chiusure di musei e altre attività ricreative. E le Regioni fanno i conti con una serie di dubbi, mentre non viene meno il braccio di ferro fra governatori ed esecutivo. Il presidente della Regione più colpita dal Covid, Attilio Fontana, non ci sta e considera “inaccettabile” il fatto che, “da nostre informazioni, l’ultima valutazione della cabina di monitoraggio del Cts con l’analisi dei 21 parametri risale a circa 10 giorni fa”.

Dopo le parole del premier, attacca: “Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile”. A suo dire, le richieste “non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita”. Dal canto suo, il sindaco di Milano, Beppe Sala, assicura che la città “anche questa volta rispetterà le decisioni del governo e lavorerà unita per uscire al più presto da questa difficile situazione”, pur facendosi portavoce delle incertezze dei gestori dei bar, ad esempio, che hanno conosciuto i dettagli del Dpcm solo all’ora di cena. Anche in Piemonte ci sarà l’area rossa. La pressione sugli ospedali non manca. Sono 233 i posti di terapia intensiva occupati, 20 nelle ultime 24 ore, e 146 i nuovi ricoveri in regime ordinario, con 3.525 pazienti in osservazione. Il governatore, Alberto Cirio, su Facebook avvisa i cittadini, poco prima delle parole di Conte: “Ho appreso direttamente da fonti del ministero che l’ordinanza con le misure di restrizione entrerà comunque in vigore da venerdì”. E l’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano, attacca: “Campania in zona gialla è uno scandalo! Il popolo italiano merita rispetto, trasparenza e verità”. Intanto, il presidente della vicina Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, assicura che le misure “non entreranno in vigore da domani. Questo ci permetterà di dare informazione, anche se con un breve preavviso, a tutti i valdostani affinché ognuno si possa organizzare”. Usa toni accesi poi il presidente calabrese facente funzione, Nino Spirlì. La sua Regione, che va incontro a una proroga del commissariamento con il dl Calabria, è fra quelle in fascia rossa. “Costernazione, rabbia e sgomento”, dice l’esponente leghista. Che rincara la dose: “È un tentativo di piegare la schiena ai calabresi, che non si inginocchieranno neanche questa volta, come non hanno mai fatto. È una decisione ingiusta che ci accomuna a territori ben più in crisi”. Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana protesta: “La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a zona arancione appare assurda e irragionevole”. In Campania che è, invece, in area gialla, il governatore De Luca affila ugualmente le armi e parla senza peli sulla lingua: “L’ultimo Dpcm stabilisce il blocco della mobilità dalle 22 alle 5. Sembra francamente che sia una misura più che contro il Covid, contro il randagismo, visto che non interessa il 99 per cento dei cittadini”. Il giudizio del presidente campano è senza appello: “Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale conseguente alle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate”. Sta di fatto che, nonostante la Campania rientri in fascia gialla, quella di minor rischio, verrà prorogata l’ordinanza di chiusura delle scuole.