Occupazione, Boldrini: «Quella femminile è un’emergenza nazionale»

Presentata in conferenza a Montecitorio una proposta di legge per il sostegno al lavoro femminile

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Laura Boldrini e le rappresentanti delle associazioni che hanno contribuito alla stesura della proposta di legge

Una proposta di legge che mira a rispondere a quella che definisce «un’emergenza nazionale». È con questo obiettivo che l’ex-presidente della Camera e deputata di LeU, Laura Boldrini, ha presentato le sue “Misure per il sostegno alla genitorialità ed alla occupazione ed imprenditoria femminile”. Nel testo, già denominato “Obiettivo 62 percento” e presentato in conferenza a Montecitorio, si ricorda come nel nostro Paese lavori soltanto il 49 percento delle donne, contro la media europea del 62 percento. Rispetto agli altri Stati dell’Unione, l’Italia supera soltanto la Grecia. Inoltre, la percentuale sull’occupazione femminile si abbassa drasticamente se si osservano i dati del meridione dove è pari al 34,6 percento. «Stiamo buttando via capitale umano e punti di Pil – spiega la Boldrini –  La Banca d’Italia dice che sono almeno 7 punti di Pil, perché non sappiamo promuovere l’occupazione femminile».

Una proposta che parte dalle donne
Per elaborare la sua proposta, la Boldrini spiega di aver voluto incontrare direttamente coloro a cui è rivolto il provvedimento. Una serie di incontri in tutta la Penisola, da Trento a Palermo (gli appuntamenti non sono ancora terminati e le prossime tappe saranno a Milano, Bologna e Bari), durante i quali, spiega «ho recepito le richieste delle donne del mondo del lavoro, delle imprenditrici, delle libere professioniste, delle ricercatrici, delle precarie e ho cercato di dare a tutte queste richieste, questi bisogni, anche un senso legislativo». Tutto il percorso e la proposta stessa è stato dedicato a Valeria Solesin, la studentessa italiana morta nel novembre 2015 durante l’attentato terroristico del Bataclan a Parigi, che si trovava in Francia per uno studio comparativo sull’occupazione femminile tra il nostro Paese e i cugini d’oltralpe.

I punti principali
Nella proposta vengono sia implementate alcune misure già esistenti, che introdotte di nuove. Ad esempio vengono legati all’Isee i sussidi per la natalità e la genitorialità; il congedo di paternità, attualmente pari a 4 giorni continuativi, viene portato a 15 giorni come in molti altri Paesi d’Europa; è prevista una delega al governo per estendere le misure previste per le lavoratrici dipendenti anche a quelle autonome. Ci saranno risorse destinate all’avvio e al sostegno di prodotti legati all’imprenditoria femminile e alle startup. Inoltre, sia nella Pubblica amministrazione che nelle aziende private si devono avviare dei programmi di audit interno per rilevare e prevenire le molestie sul luogo di lavoro. Per quanto riguarda le imprese, vengono premiate quelle che garantiscono l’uguaglianza salariale tra uomini e donne, mentre sono previste sanzioni quintuplicate per chi non la rispetta. Previsti anche sgravi contributivi ai datori di lavoro che assumono donne nel Mezzogiorno, mentre riguardo la maternità si propone che il carico del datore di lavoro passi dal 20 al 10 percento e il contributo dell’Inps dall’80 al 90 percento.

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Laura Boldrini mentre firma la proposta di legge

Le critiche alla manovra
La Boldrini ricorda che nel decreto dignità non sono contenuti punti che riguardano l’occupazione femminile e in merito al provvedimento contenuto nella prossima manovra del governo che prevede la concessione gratuita di terreni agricoli alle coppie che decidono di avere un terzo figlio, commenta: «Trovo abbastanza incomprensibile e bizzarra questa proposta, perché non si capisce quale sia il senso. La donna che fa più figli poi si deve occupare della terra? Mi sfugge il significato. Le donne hanno bisogno di lavoro, di soddisfazione, anche di carriera, di avere una considerazione anche sociale perché la donna che lavora è anche più considerata e più rispettata e questo è l’unico modo forse anche per uscire dai contesti violenti quando ci sono. Quindi dare lavoro alla donna significa mandare avanti il Paese, evolversi e stare al passo con il resto dei Paesi europei che oramai su questo punto ci hanno doppiato».

Un testo trasversale
La proposta vede come unica firmataria la stessa Boldrini che, tuttavia, auspica un futuro coinvolgimento di tutte le formazioni politiche, «anche della maggioranza, senza preclusioni, perché veramente il Paese ne ha bisogno». Tuttavia, ci spiega, prima di cercare alleanze in Parlamento «ho deciso di avere l’appoggio delle donne reali che vivono sulla loro pelle la problematica quotidiana. Adesso cominciamo a capire chi si unisce a questo sforzo anche all’interno di Montecitorio, ma sono sicura che ci saranno adesioni perché è evidente che questo testo non può essere criticato per via ideologica perché è un testo che parla solamente al benessere del Paese».

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