Olimpiadi, Marino: «Sindaci e ministri che oggi esultano ieri erano contrari»

L'ex primo cittadino della Capitale ricorda come gran parte di coloro che si congratulano per l'assegnazione dei giochi di Milano e Cortina 2026, impedirono la candidatura di Roma 2024

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Nonostante da qualche anno abbia abbandonato la scena politica, l’ex-sindaco di Roma, Ignazio Marino, in un post sul suo blog, commenta l’assegnazione dei giochi olimpici invernali 2026 a Milano-Cortina. Lo stesso Marino aveva avviato la candidatura di Roma per l’edizione 2024, ma con l’avvento dei 5 Stelle alla guida della Capitale il progetto era stato accantonato. Tuttavia, fa notare Marino, si tratta delle stesse persone che oggi esultano: «La foto che coglie la gioia per le Olimpiadi 2026 Milano-Cortina evidenzia anche le contraddizioni di Ministri e Sindaci che oggi esultano e si congratulano ma che hanno impedito la corsa di Roma per le Olimpiadi 2024. Matteo Salvini, Virginia Raggi, Luigi Di Maio, tutti contenti oggi, tutti contrari ieri».

Lo stato incompiuto delle Vele di Calatrava
L’ex primo cittadino ripercorre i passi intrapresi, durante il suo mandato, per la candidatura di Roma: «Nel 2015 lavorammo per impostare una candidatura olimpica in grado di accelerare il processo di cambiamento che intendevamo realizzare nell’interesse dei cittadini, dei trasporti e degli altri servizi essenziali». E riguardo alle opere previste dal progetto di Roma 2024 ricorda le Vele di Calatrava «che restano oggi una scandalosa cattedrale nel deserto, una voragine che ha divorato 323 milioni di euro pubblici e ne occorreranno altri 400 circa se si vorrà finire l’opera. Certo, ricucire quella ferita sarebbe un bel segno per la città».

Olimpiadi occasione persa per Roma
Infine, Marino si rivolge ai romani, spiegando che a loro «non è stato detto che un grande evento come le Olimpiadi costituisce un’opportunità per riparare strade, marciapiedi, per migliorare trasporti, decoro urbano e per creare migliaia di posti di lavoro. Molti che oggi esultano per Milano e Cortina allora dissero che le priorità a Roma erano altre e che le Olimpiadi sarebbero servite solo per rubare. È incredibile come questi leader possano affermare tutto e il contrario di tutto».

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