Olimpiadi Tokyo 2020, tra accuse e scandali spicca il made in Italy

Giulio Pugliese (King's College di Londra): «L’Italia piace molto ai giapponesi perchè ha un’immagine di qualità, eleganza, e raffinatezza associati ad una lunga storia»

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Mancano due anni al via delle Olimpiadi di Tokyo. Ma in città si respira già un’atmosfera frizzante per il grande evento dell’estate del 2020. Perché gli occhi del mondo saranno puntati sul cuore pulsante del Giappone. Alcuni esempi? Le facciate del Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo – un mostro di cemento armato – espongono i loghi delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. All’ultimo piano, dove si può ammirare un panorama mozzafiato (si intravede anche il Fuji), il merchandising dei Giochi va a ruba. Di più. I taxi della Toyota hanno cambiato forma e sono griffati Tokyo 2020. Ancora. A livello di impianti, la Musashino Forest Sport Plaza di Chōfu, la location da 10.000 posti dedicata a badminton, scherma e basket in carrozzina, è stata inaugurata da poco.

Eppure non sono mancati gli scandali laggiù: «La strada per Tokyo 2020 è stata da subito in salita a causa di una serie di scandali: dalle polemiche intorno ai costi stratosferici per lo stadio dell’archistar Zaha Hadid, ai loghi ufficiali delle Olimpiadi e Paralimpiadi accusati di plagio. Gli organizzatori hanno rimediato da subito ad entrambi i problemi, abbandonando lo stadio da 1 miliardo e 700 milioni di euro (214 miliardi di yen) e preferendo un design a metà tra il tradizionale ed il futuristico per i loghi olimpici. Ad oggi, gli organizzatori sono ottimisti circa la tempistica”, spiega Giulio Pugliese, ricercatore in Politica Estera e di Sicurezza in Asia Orientale presso il dipartimento War Studies del King’s College di Londra. L’Asia in generale sta sbaragliando la concorrenza in sede Cio. Oltre a Tokyo 2020, si è svolta l’Olimpiade invernale a Pyeongchang (Corea del Sud) e la prossima sarà a Pechino (Cina). «In Asia Orientale le Olimpiadi ed i grandi eventi internazionali sono stati tradizionalmente associati con la modernità e sintomatiche di un Paese all’avanguardia. Le esposizioni universali sono state ugualmente agognate da città est-asiatiche in anni recenti. Si pensi all’alternanza tra Aichi 2005, Shanghai 2010 e la proposta di Osaka per l’expo del 2025. Asia pigliatutto».

Punto di forza. I mezzi pubblici. La metropolitana di Tokyo ha 13 linee efficienti e piene di informazioni: addirittura sui gradini delle scale è indicato quante calorie si perdono ad ogni passo. «Tokyo è una megalopoli con un sistema di trasporti fittissimo in grado di collegare i diversi centri urbani – continua Pugliese – La cosa bella è che tutti i mezzi pubblici sono accessibili ai disabili. Per questo motivo, le Olimpiadi si svolgeranno negli angoli più disparati della città. La Musashino Forest Sport Plaza e il vicino stadio Ajinomoto, ad esempio, sono ad un’ora di mezzi pubblici dal nuovo stadio olimpico, il centro nevralgico delle Olimpiadi. A mezz’ora di metro si arriva ad Odaiba, dove si dovrebbe svolgere la parte di nuoto del triathlon, nella speranza che Tokyo ripulisca le acque per tempo. Altra cosa: Tokyo ha già ospitato le Olimpiadi del 1964 ed ha voluto puntare su Tokyo 2020 come Olimpiadi sostenibili, all’ insegna dell’ambiente e dell’uso delle strutture pre-esistenti».

Punto debole. Il caldo, legato all’umidità che spesso va oltre l’80%, taglia il fiato: l’ondata killer di luglio ha causato decine di morti. «Negli ultimi anni le estati giapponesi sono diventate sempre più afose e lunghe, raggiungendo proprio quest’anno picchi di caldo impensabili: 41.4 gradi a Saitama con picchi di 46 gradi percepiti a causa dell’umidità oppressiva. Tokyo è una giungla di asfalto e vetro con poco verde; la capitale del Giappone dovrà escogitare qualcosa per evitare malesseri e disagi tra gli avventori di Tokyo 2020, molti dei quali passeranno le giornate all’aperto».

Made in Italy. I marchi italiani in Giappone vanno alla grande: «Al di là delle grandi firme della moda, della buona cucina e dei prodotti enogastronomici, l’alta tecnologia italiana e le auto sportive sono apprezzatissimi. I giapponesi sono appassionati di Ferrari ma anche della nostra Serie A. Una chicca: siccome sono appassionati di baseball, alcuni giapponesi sono sostenitori della nostra nazionale di baseball, poichè sport poco praticato e finanziato in Italia, un po’ come molti italiani amici sostenitori della nazionale giapponese di calcio che si è fatta valere agli scorsi Mondiali in Russia. L’Italia piace molto ai giapponesi – chiude Pugliese – perchè ha un’immagine di qualità, eleganza, e raffinatezza associati ad una lunga storia. Immagino che piaccia l’idea di un Paese moderno, ma con radici profonde nella tradizione; idea che i giapponesi hanno di se stessi».