Omeopatia, per il 46 per cento degli italiani aiuta a guarire

A sondare il credo dei nostri connazionali è stato l’Istituto Swg in una recente rilevazione effettuata su un campione di mille persone

omeopatia

Omeopatia sì, omeopatia no. Il dibattito ormai da anni divide gli italiani. Il virologo Roberto Burioni, conosciutissimo sui social, ha recentemente scritto un libro sull’argomento cercando di fare chiarezza su bugie, leggende e verità.

«Così come una medaglietta raffigurante san Cristoforo incollata sul volante non è un “airbag alternativo”, così come un estintore pieno di cherosene non è un “estintore alternativo”, la “medicina alternativa” non è nulla e, fino a prova contraria, non ha alcuna utilità nel mantenere o nel recuperare la salute. Per essere precisi, non esiste una “medicina alternativa”: esistono invece pericolose quanto inefficaci alternative alla medicina tradizionale», scrive Burioni nella presentazione del libro.

«In quali casi la cosiddetta “medicina alternativa” può sembrare efficace? – continua Burioni – La risposta è semplice: se voi smontate l’airbag della vostra auto e lo sostituite con la medaglietta di san Cristoforo, protettore degli automobilisti, non vi accorgerete di nessuna differenza se avrete la fortuna di non essere mai coinvolti in un incidente. Se il vostro estintore è pieno di cherosene invece che di schiuma ignifuga, non accadrà nessun guaio se non vi troverete mai a dover fronteggiare un incendio», scrive ancora il virologo.

Ma cosa ne pensano gli italiani?
A sondare il credo dei nostri connazionali è stato l’Istituto Swg in una recente rilevazione effettuata su un campione di mille persone.

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Il risultato non è netto ma anzi evidenzia la spaccatura che provoca il dibattito sull’argomento. Il 55 per cento degli intervistati pensa che la pratica dell’omeopatia possa ritardare il ricorso a medicine efficaci e curative. Il 46 per cento, invece, ritiene che l’omeopatia possa concorrere a risolvere degli stati patologici.