Omicidio Roma, “carcere proporzionato a fatti gravissimi” 

“La custodia cautelare in carcere appare proporzionata all’entità dei gravissimi fatti ed alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata che allo stato in ragione dei limiti edittali previsti dalla norma contestata si ritiene possa essere superiore a 3 anni di reclusione sicché non ricorre alcuno dei divieti. Non risulta che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità. Non sussistono cause di estinzione del reato o della pena che si ritiene possa essere irrogata”. Lo scrive il gip Corrado Cappiello nell’ordinanza di 8 pagine di custodia cautelare in carcere con cui ha convalidato il fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due 21enni accusati dell’omicidio di Luca Sacchi, ucciso mercoledì scorso mentre si trovava con la fidanzata davanti a un pub di Colli Albani a Roma.  

“In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari – si legge ancora nell’ordinanza – deve osservarsi come sussista il concreto pericolo di commissione di ulteriori gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale da parte di entrambi gli indagati, avuto riguardo alle modalità ed alle circostanze del fatto, nonché alla comprovata disponibilità di un revolver” scrive il gip.  

“In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari deve osservarsi che gli indagati hanno cercato di darsi alla fuga – si legge nel provvedimento – dopo aver appreso che i familiari di Del Grosso Valerio si erano presentati in commissariato e nel quartiere si era sparsa la voce del loro coinvolgimento nei gravi delitti”.