Opinioni politiche: gli italiani si fomentano ma non troppo

L’ha scoperto l’istituto Swg tramite un sondaggio: dal vivo gli insulti e le arrabbiature sono le opzioni meno utilizzate

opinioni politiche

Su Facebook e in generale sui social network non è difficile trovare chi commenta e condivide senza filtri i fatti recenti dell’attualità politica, soprattutto a margine delle notizie pubblicate dai giornali più o meno prestigiosi. A volte capita di cadere nelle provocazioni di qualche profilo falso o di qualche profile reale, di dare vita a un battibecco acceso con altri utenti dai toni non proprio principeschi. Ma come si comportano gli italiani in un confronto faccia a faccia sulle opinioni politiche? Per di più con una persona che la pensa in maniera diversa dalla propria. L’ha scoperto l’istituto Swg tramite un sondaggio pubblicato in home page.  

Niente insulti
La domanda del sondaggio è semplice e diretta: «Quando si trova a discutere faccia a faccia con una persona che non ha le sue stesse idee politiche che cosa fa?». Ebbene, l’insulto e l’arrabbiatura sono le vie meno battute dagli italiani quando si parla di opinioni politiche. Solamente il 2 per cento ha risposto «mi arrabbio e se lo trovo opportuno lo insulto». Insomma, il faccia a faccia è un’altra cosa rispetto a quello che succede (spesso) quando si ha davanti lo schermo di un pc, di un tablet o di uno smartphone. Perché su 1000 persone (il campione del sondaggio dell’Swg) solamente in 2 hanno opzionato l’insulto e l’arrabbiatura.  


Animi comunque accesi
La risposta che accomuna la stragrande maggioranza degli italiani conduce a «mi appassiono e provo a convincere» chi ha un’idea politica diversa dalla mia. Questa opzione ha raccolto il 31 per cento del totale. Al secondo posto, con il 27 per cento, si piazza: «Mi accaloro e difendo le mie opinioni con tenacia». Traduzione: animi accesi ma niente insulti e arrabbiature. Al 22 per cento c’è chi non vuole perdere tempo, energie e si infastidisce facilmente («provo fastidio e lascio perdere»). Bassa la quota di chi risponde «non so» (11 per cento), idem per chi (7 per cento) ha dichiarato di non «frequentare persone che sono lontane dalle mie idee» politiche.        

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