Ospedali, liste d’attesa lunghe? Si va dal privato pagando solo il ticket

Il ministro Giulia Grillo: «Vogliamo riportare la salute dei cittadini nelle priorità dell’azione politica. Il piano mancava da quasi 10 anni e conteneva generiche azioni di governo»

ospedali

Liste d’attesa chilometriche negli ospedali? Il governo sta provando a contenere il fenomeno con il nuovo “Piano Nazionale delle Liste di Attesa” che Giulia Grillo, il ministro della Salute, ha inviato alla Conferenza delle Regioni (entro 60 giorni dovrà dare l’ok al testo). Da quando entraranno in vigore le norme, nella stessa struttura pubblica ci si potrà rivolgere a medici privati o reparti solventi pagando solamente il costo del ticket. Insomma, si va dal privato se si sforano le tempistiche come, tra parentesi, era già previsto 20 anni fa da una norma transitoria che poi è stata spazzata via dal sovrapporsi di leggi. Come funzionano le tempistiche? Le prestazioni ambulatoriali sono categorizzate in quattro classi di priorità: urgente entro 72 ore, breve entro 10 giorni, differibile entro 60 giorni per le analisi e 30 per le visite, programmata entro 120 giorni. Tempi massimi vengono fissati anche per i ricoveri programmati. I casi più gravi dovranno ottenere un letto entro 30 giorni, i casi clinici complessi entro 60 giorni, i casi meno complessi nell’arco di 120 giorni. Chiaramente per le vere urgenze si passa per il pronto soccorso, obbligato in poche ore a provvedere al ricovero del malato.

Il comunicato del ministro
Così Giulia Grillo in una nota pubblicata sul sito ufficiale del ministero della Salute: «Ho trasmesso alle Regioni il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per riportare la salute dei cittadini nelle priorità dell’azione politica. Il piano mancava da quasi 10 anni e conteneva generiche azioni di governo. Ora mettiamo regole certe e stanziamo fondi per dire basta alle attese infinite per una visita medica o un esame diagnostico! Presto, insieme alle Regioni, garantiremo tempi certi per ogni prestazione. Grazie ai 350 milioni previsti in Legge di Bilancio per il triennio 2018-20 aiuteremo i territori a potenziare i servizi di prenotazione implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema. Non erano mai state stanziate risorse dedicate specificatamente alle liste d’attese. Noi lo stiamo facendo. A Sud e a Nord, le regole saranno uguali per tutti, questo servirà a ridurre le diseguaglianze. È un primo passo concreto verso un cambiamento reale. La sanità del Paese deve ritornare in cima alle priorità dell’agenda politica. Pur lasciando l’autonomia alle Regioni, il ministero della Salute garantirà il monitoraggio dei percorsi diagnostico-terapeutici, ma anche delle prestazioni ambulatoriali in regime libero-professionale. Sembrano concetti tecnici, ma riguardano la vita di tutti noi cittadini. Questo nuovo Piano è diretto innanzitutto ai pazienti, specialmente a quelli che in questi anni si sono sentiti abbandonati. L’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa del ministero della Salute sarà la cabina di regia che assicurerà ai cittadini un monitoraggio effettivo sui servizi sanitari e quindi sull’applicazione concreta del diritto alla salute, ma sarà anche uno stimolo per le Regioni. Le aziende sanitarie dovranno competere per offrire i servizi migliori, attivando un circolo virtuoso con ricadute positive sulle persone, ma anche sui lavoratori del Ssn, che devono sentirsi maggiormente valorizzati. I direttori generali delle aziende sanitarie saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea: questo significa che chi non mette l’efficienza delle liste d’attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall’incarico».

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

due × 5 =