Pa: con ‘Vitruvio’ crediti per 350mila euro incassati da ingegneri e architetti  

Un totale di circa 350 mila euro di crediti vantati presso la Pa incassati da architetti e ingegneri. E’ un primo bilancio, ad oggi, della piattaforma ‘Vitruvio’: una soluzione finanziaria innovativa, che Inarcassa ha lanciato ad aprile e con la quale offre agli ingegneri e agli architetti iscritti alla Cassa e ai non iscritti titolari di partita Iva, nonché alle società di ingegneria, la possibilità di anticipare l’incasso dei crediti vantati presso le pubbliche amministrazioni. Un servizio realizzato insieme a Cfn, società indipendente di consulenza di corporate finance, Officine Cst, operatore nel settore della gestione e recupero crediti verso la Pa, e Banca Valsabbina. 

“E’ un progetto importante -ha detto il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, presentando i primi risultati- che va incontro alle esigenze di ingegneri e architetti iscritti alla Cassa, oltre che alle società di ingegneria, per aiutarli a fronteggiare la situazione di crisi che stanno affrontando e avere la disponibilità di liquidità da investire nelle proprie attività. E la cosa interessante è che coloro che si sono rivolti al servizio -ha continuato Santoro- in maggioranza non lo hanno fatto perché avevano eventuali debiti contributivi con Inarcassa da saldare, ma piuttosto per avere capitale liquido. E sono più i professionisti che le società ad avere utilizzato il servizio, in modo trasversale dal Trentino alla Sicilia”.  

In particolare, fino a questo momento Vitruvio ha fatto segnare 30.000 accessi, e cioè persone che hanno visto il portale. E poi oltre 1.000 soggetti che hanno aperto una posizione e si sono quindi registrati, e di questi circa 600 hanno specificato i loro crediti verso la Pa, per un ammontare di circa 11 milioni di euro. E ammontano a circa 1,3 milioni i crediti ‘in lavorazione’ da parte del sistema.  

Per il professionista l’unico costo vivo sostenuto con ‘Vitruvio’ è lo sconto finanziario applicato sulla fattura. E se in banca lo sconto di una fattura normalmente si aggira intorno all’80%, con Vitruvio, di fronte alla certezza di incasso a tempi determinati, la percentuale, per i promotori, può salire al 98%. “Ad oggi, la media di sconto -ha spiegato Massimiliano Zullo di Officine Cst- è del 6% con punte del 3% e dell’8%; 40 mila euro l’importo massimo pagato a un singolo soggetto e 13 mila l’importo minimo, e siamo una media di pagamento mensile di 70 mila euro. E c’è stato un iscritto che dopo la prima cessione ha presentato la seconda richiesta nel giro di un mese”.  

La strada da fare è ancora tanta ma i primi risultati fanno ben sperare i promotori dell’iniziativa, guardando oltre i confini della Pa e quindi anche a creditori come le grande aziende private. “Vitruvio -ha spiegato Fabio Cappon, presidente di Cfn- è un modello finanziario diverso da quelli normalmente applicati dalle banche e opera con una società veicolo che utilizza le cartolarizzazioni della legge 130, con maggiore flessibilità rispetto ai normali prodotti bancari e nessun costo di istruttoria”.  

Ad oggi, i maggiori ostacoli alla piattaforma consistono nella scarsa conoscenza del servizio di certificazione sulla piattaforma Pcc del ministero dell’Economia (Mef) da parte degli iscritti, che è necessaria per accedere a ‘Vitruvio’. E ancora la procedura di registrazione alla piattaforma Pcc del Mef più complessa per i liberi professionisti, che, a differenza delle imprese che possono farla on line, devono presentarsi fisicamente negli uffici preposti. E non mancano i timori tra i professionisti di compromettere il rapporto con la Pa a fronte di una richiesta di certificazione.  

“Siamo contenti che il sistema, che è complesso, funzioni -ha continuato- anche se naturalmente il periodo di start up richiede del tempo. A nostro parere, è un modello che può essere utile anche ad altri ambiti, oltre a quelli sperimentati fino a questo punto degli iscritti ad Inarcassa”. E soddisfatto del progetto anche Paolo Gesa, responsabile divisione business di Valsabbina, secondo cui “‘Vitruvio’ rappresenta per noi l’opportunità di fare banca in modo innovativo, e non solo tradizionale. Questa è la strada da seguire per il mondo bancario”.  

E la speranza del presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, è che i risultati di ‘Vitruvio’ crescano ancora di più per verificare la possibilità di allargare il progetto alle altre casse previdenziali ‘tecniche’, e ai loro iscritti professionisti ‘tecnici’. 

“Io ho pensato -ha spiegato- che è necessario prima verificare la ‘macchina’, quali risultati può dare, quali difficoltà può incontrare. Poi, nel caso ci saranno risultati positivi, la proporrò agli altri presidenti delle Casse tecniche che aderiscono all’Adepp, perché è uno strumento che a mio parere può aiutare a ‘intercettare’ una quota considerevole di Pil che proviene appunto dall’area ‘tecnica’”.  

(Fonte: Adnkronos Labitalia)