PA, per pagare le tasse gli italiani impiegano 238 ore in coda agli sportelli

Uno studio della Cgia di Mestre mette in evidenza il tempo che cittadini e imprenditori passano in fila negli uffici della Pubblica amministrazione

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Quanto tempo perdiamo per colpa della burocrazia? A dover avere a che fare con pratiche e documenti, non sono soltanto le aziende, ma anche i normali cittadini che, pian piano si trovano ad affrontare code sempre più lunghe agli sportelli pubblici. Questo nonostante sia ormai possibile scaricare o inviare alcuni moduli e documenti anche per via telematica. Come rivela un’indagine della Cgia di Mestre, realizzata su dati Istat, negli ultimi 20 anni agli sportelli delle Asl, davanti a ognuno di noi “si sono aggiunte”, idealmente, 19 persone in fila, mentre per quanto riguarda gli uffici comunali la coda si è allungata di 13 individui.

I risultati della ricerca
Lo studio è stato condotto su un campione di persone maggiorenni che hanno trascorso più di 20 minuti in attesa davanti agli sportelli della Pubblica amministrazione. Dai dati risulta come nel 2017, 52 intervistati su 100 hanno dichiarato di aver atteso più di 20 minuti davanti allo sportello di una ASL, il 56 per cento in più rispetto a quanti si erano trovati nella stessa situazione nel 1997. Sono quasi 24 su 100, invece, quelli rimasti in attesa all’anagrafe, ben il 126,7 per cento in più rispetto a 20 anni prima.
Analizzando i dati a livello territoriale, le maggiori difficoltà sono state riscontrate nel centro sud. Calabria, Basilicata e Puglia, infatti, sono ai primi posti per le attese agli sportelli delle Asl, mentre Lazio, Sicilia e Puglia primeggiano per le code agli uffici dell’anagrafe. Dove, invece, vige l’efficienza è in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Valle d’Aosta, con il Trentino Alto Adige al vertice della classifica.
Tuttavia, spiega il segretario della Cgia, Renato Mason, «la fila agli sportelli non è cresciuta per colpa di chi ci lavora. La responsabilità va ricercata negli effetti che caratterizzano moltissime leggi, decreti e circolari che, spesso in contraddizione tra loro, hanno aumentato a dismisura la burocrazia».

I piccoli imprenditori sono più penalizzati
Purtroppo, come spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, i disagi non colpiscono soltanto i privati cittadini, ma influiscono anche sul lavoro di tanti micro imprenditori: «Ricordo che oltre il 70 per cento dei 3 milioni di artigiani e commercianti presenti in Italia lavora da solo. Pertanto, quando un autonomo si deve recare presso un ufficio pubblico che, spesso, è aperto solo al mattino, è costretto ad abbassare la saracinesca della propria attività e a mettersi in fila».
Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia su dati della Banca Mondiale (Doing Business 2019), emerge che in Italia per ottenere tutti i permessi necessari all’edificazione di un fabbricato, servono 228 giorni, contro i 186 che si impiegano in media nell’area Euro. Mentre per pagare le tasse, le ore impiegate in un anno sono ben 238, contro le 147 della media europea.

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