Padoan: “Draghi ha garantito la sopravvivenza dell’euro” 

“La costituzione della Bce è molto chiara, con un mandato che fissa un target di inflazione vicino ma inferiore al 2%”. Ma con il suo coraggio e le sue politiche ‘non convenzionali’ nei suoi otto anni di presidenza Mario Draghi “ha aggiunto nei fatti al mandato della banca centrale l’importante obiettivo di garantire la stabilità e direi la sopravvivenza del sistema” finanziario. Così all’Adnkronos l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, oggi parlamentare Pd, sintetizza l’evoluzione che il banchiere centrale italiano è riuscito a far compiere all’Eurotower in una stagione difficilissima. 

Padoan ribadisce come il momento di svolta sia stato nel luglio 2012 quando Mario Draghi pronunciò l’impegno della Bce a fare “whatever it takes” per salvare l’euro: in quel momento, spiega, “c’erano opinioni molto diverse sulla possibilità che l’euro fosse sull’orlo di una crisi finanziaria devastante. Ma c’erano anche visioni molto differenti sul ruolo di una banca centrale in queste circostanze, ovvero se nella zona euro dovesse esserci un prestatore di ultima istanza che blocca la corsa verso la crisi”. 

Con il suo impegno a fare ‘tutto il necessario’ per garantire la sopravvivenza dell’euro, aggiunge l’ex ministro, Draghi “ebbe l’intuizione davvero geniale di far compiere alla banca centrale una svolta, trasformandola di fatto in un prestatore di ultima istanza”. 

E quello – sottolinea Padoan – fu “il punto veramente decisivo della sua azione, in un contesto di cultura economica che mal sopportava questo atteggiamento, laddove invece c’era un gran bisogno” di azioni ‘coraggiose’ e innovative. A rendere possibile questo processo, la credibilità – di cui Padoan è stato testimone diretto – di cui godeva il presidente della Bce nei consessi internazionali: “Mario Draghi non ha mai avuto bisogno di alzare la voce, gli bastava ripetere i concetti di base e tutti comprendevano” il senso e l’obiettivo delle sue indicazioni.  

Ma l’economista e parlamentare punta il dito anche sull’evoluzione della visione di Draghi testimoniata dal fatto che “se fino a pochi mesi fa insisteva sulle riforme strutturali, da attuare per permettere alla politica monetaria di essere più efficace ultimamente – visto che questa sta raggiungendo i propri limiti- ha aggiunto alla lista di misure anche la politica fiscale, che in Europa è stata nel migliore dei casi ‘neutrale’ “. Circa il futuro dell’Eurotower, per Padoan gli anni della presidenza Draghi hanno anche un valore simbolico perché “sono la testimonianza di come una istituzione relativamente giovane sia riuscita ad adattarsi a una situazione difficilissima che ha fatto temere per la fine prematura dell’euro. E’ stato un periodo ‘intenso’ che abbiamo superato con successo anche grazie a persone come Draghi”. 

Infine, quanto alla possibilità – evocata da più parti – di un futuro ruolo ‘istituzionale’ per Draghi, l’ex ministro non si sbilancia e si limita a ricordare che “tutti conoscono il valore di Mario Draghi. Ma gli auguro di prendersi un po’ di riposo e dopo fare ciò che preferirà”.