Confermati i vertici delle partecipate, divisione nel M5S. Meloni: “Mentre tutto è fermo, la maggioranza è stata ore a fare trattative per spartirsi le poltrone”

Il ministero dell’Economia conferma per Francesco Starace come amministratore delegato dell’Enel, Claudio Descalzi all’Eni, Alessandro Profumo in Leonardo e Matteo Del Fante in Poste. Per quanto riguarda i presidenti, all’Enel in arrivo Michele Crisostomo, Luigi Calvosa all’Eni, Luciano Carta in Leonardo. Confermata Maria Bianca Farina alle Poste.

MOVIMENTO 5 STELLE – DI BATTISTA

La partita sulle nomine nelle grandi aziende pubbliche spacca però il M5S.    Il pomo della discordia all’interno dei pentastellati è la riconferma, di Claudio Descalzi al timone dell’Eni. Il manager è infatti coinvolto in alcune vicende giudiziarie: è sotto processo a Milano per la presunta tangente in Nigeria ed è sotto indagine per conflitto d’interesse per appalti per 300 milioni di dollari affidati dall’Eni in Congo a società riconducibili a sua moglie.Ad accendere la miccia nel weekend è stato l’ex deputato grillino, ma sempre tra le figure più influenti all’interno del movimento, Alessandro Di Battista, che ha sollecitato i 5S a bloccare “la nomina a qualsiasi livello, di coloro che, sulla base delle nostre regole, non potrebbero neanche essere candidati al consiglio di circoscrizione”

GIULIA GRILLO

A sostegno di Di Battista è scesa in campo l’ex ministra grillina Giulia Grillo, parlando di un “problema di democrazia interna” al movimento. “Alessandro Di Battista si è unito ad una richiesta che io e altri parlamentari condividiamo e stiamo portando avanti, puntare il dito contro di lui come l’uomo che vuol far tremare la terra sotto ai piedi a Conte è sbagliato e fuorviante, ma ahimè strategico per chi vorrebbe zittirci spostando l’attenzione dal focus principale: questo delle nomine di stato è anzitutto un problema interno alla forza politica M5S. C’è un problema di democrazia interna, e tentare di nasconderlo non fa che acuirne la presenza”

GIORGIA MELONI

Durissimo, invece, il giudizio di Giorgia Meloni sull’intera operazione. “Mentre in Italia tutto è sospeso, le elezioni non si celebrano, i processi non si fanno, le messe nemmeno e tutti siamo fermi, la maggioranza nei giorni scorsi è stata ore e ore a fare trattative per spartirsi le poltrone delle nomine dei consigli di amministrazione delle partecipate statali: una roba che grida vendetta, è vergognosa”, ha tuonato la leader di Fdl.
“Per mettere a tacere Renzi, il Pd, il M5S che non aveva suoi uomini nella grandi partecipate statali, si sono messi seduti e invece di occuparsi dell’emergenza coronavirus si sono occupati delle poltrone”, ha concluso Meloni.