Pasqua, il menù vegano non attira: gli italiani preferiscono l’agnello

Da una ricerca Coldiretti/Ixè risulta che il menù tradizionale verrà scelto dall'80 per cento delle persone, mentre la Lav propone un menù vegano per difendere gli animali

Pasqua

Mancano ormai pochi giorni alla Pasqua, quando sulle tavole degli italiani la tradizione diventerà protagonista con i piatti tipici della domenica di Pasqua. Saranno, infatti, l’80 per cdento gli italiani che rispetteranno le usanze e sceglieranno di pranzare seguendo un menù tradizionale. Il 3 per cento, invece, sceglierà di portare in tavola piatti vegani o vegetariani. Lo rivela una ricerca di Coldiretti/Ixè presentata in occasione dell’iniziativa “Qualità e origine in tavola” organizzata con il Codacons alla vigilia della Pasqua con gli agrichef di Campagna Amica.

La ricerca
Come riportato da Coldiretti, il dolce principale che troverà posto sulle tavole degli italiani sarà la colomba, scelto dal 70 per cento delle famiglie insieme alle uova di cioccolato. Non mancheranno le uova vere che verranno preparate nei più svariati modi fino ad essere dipinte a mano per abbellire le case durante la festività. In tutto, ricorda l’associazione, verranno consumate circa 400 milioni di uova durante la Settimana Santa. «Rilevante anche il consumo di formaggi a partire dal pecorino servito tal quale, ma anche come ingrediente di preparazioni salate tipiche come la pizza di Pasqua delle Marche o dell’Umbria e le torte rustiche del sud Italia».

Agnello protagonista a tavola
Il vero protagonista del pranzo di Pasqua, però, è certamente l’agnello scelto in oltre la metà delle tavole (51 per cento). Si tratta, spiega la Coldiretti, di «una presenza antica della tradizione gastronomica italiana, come dimostrano anche i piatti della transumanza tramandati da secoli (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo e l’abbacchio alla scottadito del Lazio)».
Le ricette più gettonate in cucina andranno, aggiunge la Coldiretti, «dagli arrosticini alle costolette panate, dalla più tradizionale teglia al forno con patate alla cacciatora, dall’agnello brodettato alle polpettine pasquali con macinato di agnello del Trentino fino al Cutturiddu pugliese, l’agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, ma anche gli gnocchi al sugo di castrato e le tagliatelle al ragù di agnello».

Vegani all’attacco
Tuttavia, come ogni anno, c’è anche chi si batte affinché la tradizione venga accantonata evitando che tanti agnelli finiscano sulle tavole italiane. È il movimento dei vegani e degli animalisti che si batte contro il consumo di carne e, a Pasqua, per la salvaguardia degli agnelli.
L’associazione Animalisti italiani ha lanciato una campagna chiamata “Save the Lamb” per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una Pasqua cruelty free. Come ha spiegato all’AdnKronos il presidente dell’associazione, Walter Caporale, «abbiamo cercato di sensibilizzare gli italiani sul fatto che strappare gli agnelli alla loro madre è un atto di crudeltà, che non può essere commesso solo per soddisfare il piacere del palato». Caporale, inoltre, ricorda che «negli ultimi anni le cose sono cambiate. Se prima ci venivano strappati i volantini e venivamo derisi e presi in giro, ora riceviamo l’affetto e il sostegno di migliaia di persone, soprattutto anziani, che ci incitano a continuare nella nostra battaglia».
Inoltre, come ogni anno, la Lav (lega antivivisezione) propone il suo menù vegano “Let it Beee”. Quest’anno in tavola potremo portare hummus di piselli e cialde croccanti, cannelloni al profumo di basilico (con ripieno di tofu e mandorle), tortino primaverile agli asparagi e tiramisù alle noci di macadamia.

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