Pd, Zingaretti: «Combattiamo a mani nude, senza soldi e strutture»

Il segretario dem: «Prima eravamo terzi, marginali e moribondi, oggi siamo il pilastro di un'alleanza che rappresenta l’alternativa»

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Il Pd ha messo la freccia sul M5S: oltre 5,5 i punti di differenza alle europee. Il segretario dem Nicola Zingaretti gonfia il petto nell’intervista rilasciata a La Repubblica: «Si è riaperta totalmente la partita politica. Il 5 marzo il 99 per cento degli osservatori diceva che era nato un bipolarismo Lega-M5S. Significa che la sinistra non era neanche più considerata un’opzione. Era fuori dallo scenario politico dei 20 anni successivi. Il 27 maggio possiamo dire che esiste un bipolarismo Lega-Pd». 

Questioni interne: la risposta ai renziani 
Zingaretti risponde così ai renziani che fanno notare i 110 mila voti in termini assoluti persi dal Pd rispetto alle elezioni politiche del 2018: «Siamo alle comiche finali di una stagionepolitica superata. Con un’affluenza così inferiore è un calcolo che non regge. Prima eravamo terzi, marginali e moribondi, oggi siamo il pilastro di un’alleanza che rappresenta l’alternativa. E combattiamo a mani nude, senza soldi e senza strutture. E’ una partita lunga, ma si è riaperta. In 70 giorni dalla mia elezione abbiamo fatto il massimo».

Primo passo
Il Pd ha rialzato la testa con quel 22,7 per cento, ma resta lontana dai numeri della Lega. «E’ il primo passo – chiude Zingaretti – sono il primo a saperlo. Ma un anno fa ricordo bene che tanti dicevano ‘sciogliamo il Pd perché non serve più a niente’. Invece serve. E c’è».