Pd, Zingaretti contro il M5S: «Punta sull’emotività per ottenere consensi»

Il segretario dem: «La giustizia di partito non è giustizia. E' polemica elettorale. Tutto questo dimostra, ancora una volta che sulla risoluzione dei problemi, Di Maio ha poco interesse»

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Nicola Zingaretti, segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, dopo aver partecipato oggi, con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e con il sindaco di Roma Virginia Raggi al protocollo di intesa per la realizzazione degli interventi dell’ampliamento della Città giudiziaria della capitale, ha criticato il M5S e le modalità di allontanamento dal partito di alcuni esponenti interni, come ad esempio il caso De Vito.

Non è giustizia
«La giustizia di partito non è giustizia. E’ polemica elettorale e non fa bene alla giustizia. Tutto questo dimostra, ancora una volta che sulla risoluzione dei problemi, Di Maio ha poco interesse. Punta solo a catturare con l’emotività il consenso delle persone». Consenso che si cattura, secondo Zingaretti, «anche con enormi contraddizioni come quando dice che è “una vergogna che il ministro Salvini è alleato con i neonazisti’ però poi gli permette, con i voti, di fare il ministro dell’Interno nella Repubblica italiana. Lo ripeto – ha proseguito – è un coacervo di contraddizioni che, per altro, lo portano spesso a dire un giorno una cosa e il giorno dopo il contrario di tutto».

Sostegno alle procure
«Per fortuna in Italia c’è una giustizia che persegue i reati. E’ giusto che, accanto alla procura, lo faccia con il pieno sostegno anche della politica. Bisogna combattere, con una lotta senza quartiere, contro coloro che utilizzano lo Stato e il potere per se stessi e non per gli altri. Bisogna andare avanti senza indugio, insieme, con un assoluto sostegno alle procure. Ricordo sempre che, in un paese civile, un avviso di garanzia, fino a quando non si prova il contrario, rimane per me un avviso di garanzia e non una condanna. Il nostro sostegno, sempre – ha concluso il segretario del Pd – per fare in modo che i processi, siano fatti in tempi più brevi, e che stabiliscano, attraverso il percorso previsto dalla legge, la verità. Condanne o assoluzioni». 

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