Pensionati, in 3 milioni di famiglie il nonno è l’unica fonte di entrate

E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat: in più di 7,5 milioni di case gli anziani contribuiscono ai tre quarti del reddito domestico

pensionati

Viva i nonni. Preziosi quando c’è bisogno di dare una mano in casa, ma anche quando c’è l’esigenza di aprire il portafoglio per l’abc della vita quotidiana. Il dato però è preoccupante perché in Italia sono oltre 3 milioni le famiglie in cui la pensione di un nonno o di un parente è l’unica fonte di entrate, mentre in più di 7,5 milioni di case i pensionati contribuiscono ai tre quarti del reddito domestico. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat in occasione dell’elezione di Giorgio Grenzi alla guida della Federpensionati Coldiretti, la più importante associazione pensionati del lavoro autonomo di tutta Europa con oltre 800 mila iscritti. La presenza di un pensionato in casa viene considerata dal 37 per cento degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito domestico, nonostante oltre 7,5 milioni di pensionati italiani prendano meno di 750 euro al mese (secondo dati Inps). Anche se poi, fra aiuto domestico e sostegno economico diretto, il valore del contributo dei nonni si alza nettamente.

Le parole di Grenzi 
«Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che come pensionati abbiamo ancora nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi di quella dieta mediterranea che ha fatto dell’Italia uno dei Paesi con il record di longevità. La nuova agricoltura, che ha saputo conciliare innovazione con la tradizione, non può fare a meno del patrimonio di esperienza degli anziani ma è l’intera società ad avere fame di conoscenza del nostro mondo come conferma il crescente coinvolgimento dei pensionati agricoli nella società civile, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale».

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