Pensionati, un esercito rosa ma gli uomini prendono 6 mila euro in più

Dati Istat: le donne comandano a livello numerico (8.4 milioni contro 7.6 milioni contro), però in media incassano all’anno 15.078 euro contro i 20.989 euro dei maschi

pensionati

I pensionati in Italia sono in calo: -23 mila nel giro di un anno e -738 mila nell’intervallo medio del decennio. Lo dice l’Istat nel rapporto “Condizioni di vita dei pensionati”, pubblicato oggi e riferito al biennio 2016-2017. I pensionati percepiscono in media un reddito lordo di 17.886 euro e sono circa 16 milioni. Ma la differenza di genere è ancora marcata. Le donne, infatti, comandano a livello numerico rispetto agli uomini (8.4 milioni contro 7.6 milioni contro), però in media incassano all’anno 15.078 euro contro i 20.989 euro dei maschi. In altre parole sono circa 6 mila euro in più. Una cifra importante in tempi di crisi. Ecco un altro dato che conferma la disparità: tra le donne, il 18 per cento delle anziane non riceve alcuna forma di pensione (quasi 1 su 5), tra gli uomini la percentuale scende fino al 3 per cento (circa 1 su 33).  

Il Nord avanza, il Sud arretra
Nel 2017 è stabile la distribuzione dei pensionati tra le diverse aree geografiche: quasi la metà (46,9 per cento) risiede nelle regioni del Nord, il 19,5 per cento al Centro, il 31,1 per cento nel Mezzogiorno e il 2,5 per cento all’estero. I redditi pensionistici più elevati vengono percepiti dai pensionati del Centro (in media 19.388 euro all’anno), di poco superiori a quelli del Nord (19.263 euro); i più bassi si rilevano invece nel Mezzogiorno (15.966) e soprattutto all’estero (4.209), dove non possono essere erogate pensioni assistenziali. Continuano, dunque, ad ampliarsi le differenze territoriali: l’importo medio delle pensioni nel Nord-est è del 20,7 per cento più alto di quello nel Mezzogiorno. La distanza era del 18,2 per cento nel 2016, dell’8,8 per cento nel 1983, primo anno con dati disponibili. 

Pensioni, famiglie e povertà 
Si stima che siano oltre 12 milioni le famiglie con pensionati: nel 61,2 per cento dei casi i trasferimenti pensionistici rappresentano oltre il 75 per cento del reddito familiare disponibile e per il 22,7 per cento delle famiglie l’unica fonte di reddito. Continua a ridursi il differenziale di reddito tra famiglie con e senza pensionati: era di circa 2 mila euro annui nel 2013 e nel 2014, di 1.400 nel 2015 e di 850 euro nel 2016 (30.998 euro il reddito medio della famiglie senza pensionati nel 2016). Il rischio di povertà? E’ relativamente più elevato tra i pensionati che vivono soli (22,3 per cento) e nelle famiglie in cui il reddito del pensionato sostenta altri componenti adulti senza redditi da lavoro (35,5 per cento).

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