Pensionati, un mondo in rivolta: per troppi meno di 500 euro al mese

Secondo Uecoop si tratta di circa 4,5 milioni di persone. Una cifra che porta gli anziani a una oggettiva situazione di difficoltà

pensionati

I pensionati sono in rivolta. Si sentono “traditi” dal governo gialloverde, tanto che sabato scorso sono scesi in Piazza San Giovanni per manifestare. Lo slogan? «Dateci retta».  In sostanza hanno chiesto più tutele e meno tasse, hanno protestato contro il taglio della rivalutazione degli assegni. «Basta togliere ai poveri per dare ai poveri: questo è un comportamento da Robin Hood geneticamente modificato. Non va bene», ha detto dal palco romano il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. 

Meno di 500 euro
Secondo un’analisi di Uecoop (basata su dati Inps), 1 pensionato su 4 sopravvive con meno di 500 euro al mese. Si tratta di circa 4,5 milioni di persone. Una cifra che porta i pensionati a un’oggettiva situazione di difficoltà e di malessere. E incide anche sulla capacità di pagare cure mediche e assistenza in caso di necessità. Dall’altra parte c’è una nicchia di 150 mila pensionati che incassa dai 4 mila ai 5 mila euro al mese dalle pensioni.    

Azione strategica
«In questo senso – spiega Uecoop – il mondo cooperativo svolge un’azione strategica sul territorio nazionale seguendo ogni anno oltre 7 milioni di famiglie in un contesto che vede un progressivo invecchiamento della popolazione con più di 1 italiano su 5 (22,8 per cento) che ha oltre 64 anni e ci sono 2,2 milioni di persone che superano gli 85 anni. Si tratta di fasce di popolazione che fisiologicamente registrano una maggiore esigenza di cure, farmaci e assistenza con una forte domanda di servizi sanitari nonostante il 23,2 per cento degli italiani, soprattutto al sud e nelle isole, abbia difficoltà a pagare le spese mediche con i problemi maggiori per chi è solo». 

Sfida del futuro
«Con l’aumento della speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni mentre per le donne supera gli 85 – evidenzia Uecoop – l’obiettivo è continuare a garantire alti livelli di cure e assistenza con un sistema misto dove pubblico privato dovranno sempre più sostenersi a vicenda per soddisfare tutti quei servizi che l’uno o altro non riescono a coprire. La sfida del futuro è quella di potenziare l’assistenza a fronte di 5,7 milioni di italiani che negli ultimi tre anni si sono indebitati per sostenere i costi per cure mediche».

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