Pensione, in Italia è la generazione dei Millennial a risparmiare di più

Uno studio ha evidenziato che a livello di fasce d’età, tra gli investitori non ancora in pensione, in Italia i Baby-Boomer (29 per cento) e la Generazione X (28 per cento) sono più preoccupati dei Millennial (20 per cento)

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La pianificazione finanziaria in vista della pensione rappresenta uno dei temi più controversi, anche in ragione delle attuali dinamiche demografiche. Ma quanto mettono da parte gli investitori in vista dell’età post-lavorativa? A quanto pare non abbastanza, stando ai dati emersi dalla ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2019, condotta su oltre 25.000 investitori in 32 Paesi.

Austriaci e svizzeri i più parsimoniosi
Pur essendo generalmente noti per essere dei buoni risparmiatori, gli italiani sono risultati tra gli investitori che risparmiano meno per la pensione. In Italia gli investitori non ancora in pensione accantonano in media il 12,4 per cento del reddito totale, rispetto ad esempio ad austriaci e svizzeri, ai primi posti in classifica, che risparmiano rispettivamente il 21,6 per cento e il 21,3 per cento. La percentuale di risparmio dell’Italia è inferiore anche alla media globale al 15,3 per cento e a quella europea al 14,9 per cento.

Tuttavia, risulta incoraggiante lo spaccato a livello generazionale: infatti, nonostante siano ancora in piena età lavorativa e sia maggiore il tempo che li separa dalla pensione, in Italia i Millennial (18-37 anni) sono consapevoli di dover risparmiare di più, in quanto dedicano in media il 14,6 per cento del proprio reddito ai risparmi per la pensione. Fanno seguito la Generazione X (38-50 anni) con l’11,5 per cento e i Baby Boomer (51-70 anni) con il 9,7 per cento. Una tendenza che si conferma anche a livello globale, ma con percentuali medie di risparmio generalmente più elevate e pari al 15,9 per cento per i Millennial, 14,7 per cento per la Generazione X e 13,7 per cento per i Baby Boomer.

Dalla ricerca emerge inoltre che un quarto (25 per cento) degli italiani non ancora in pensione è preoccupato di non aver risparmiato abbastanza in vista di tale fase, risultando in linea con gli investitori a livello globale (24 per cento).

Generazioni a confronto
Lo studio ha evidenziato che a livello di fasce d’età, tra gli investitori non ancora in pensione, in Italia i Baby-Boomer (29 per cento) e la Generazione X (28 per cento) sono più preoccupati dei Millennial (20 per cento). Simili i dati a livello globale, che mostrano una preoccupazione più diffusa tra i Baby-Boomer (33 per cento) e Generazione X (27 per cento), confermando i Millennial come la fascia d’età meno preoccupata (21 per cento).

Nonostante ciò, gli investitori italiani si aspettano in media che, una volta in pensione, potranno utilizzare ogni anno il 9,1 per cento dei risparmi accantonati senza rischiare di restare a corto di denaro. Ciò segnala l’esistenza di una discrepanza tra la parte di risparmi allocata per la pensione considerata insufficiente e i livelli di spesa che viceversa sono attesi in tale fase della vita. Considerando lo spaccato per Paesi, gli italiani risultano così tra i più prudenti, con gli investitori globali che in media si aspettano di poter utilizzare ogni anno il 10,3 per cento dei risparmi accantonati per la pensione.

Sul tema pensione gli investitori sono influenzati da diversi elementi
Quasi tutti gli investitori italiani non ancora in pensione (91 per cento) riconoscono però che alcuni fattori potrebbero convincerli a risparmiare di più in vista di tale fase. Ad esempio, il 30 per cento di questa fetta di investitori sarebbe propenso ad accantonare più denaro se avesse accesso a maggiori informazioni sulla quantità di risparmi necessari per sostenere lo stile di vita desiderato in pensione. Entrambi i dati sono simili alle medie globali: il 94 per cento degli investitori non ancora in pensione ammette che alcune condizioni potrebbero incentivare maggiori risparmi e il 34% di essi lo farebbe concretamente a fronte di maggiori informazioni sul livello di risparmi di cui avrebbero bisogno per potersi permettere lo stile di vita auspicato dopo il pensionamento.

Dallo studio emerge infine che, all’opposto, esistono anche alcuni fattori che influenzano negativamente la propensione degli investitori ad accantonare per la pensione. Ad esempio, il 17 per cento degli italiani (identica la media globale), pur volendo risparmiare, ritiene che i bisogni del momento siano più rilevanti. Tra gli altri bias comportamentali selezionati dai rispondenti, sempre il 17 per cento degli investitori italiani (15 per cento il dato globale) ammette di concedersi degli sfizi nel presente invece di risparmiare per la pensione, mentre il 15 per cento degli investitori italiani si dice fiducioso che i contributi versati dal datore di lavoro saranno sufficienti per la pensione (16 per cento la media globale).