Pensione anticipata, arriva la proposta: pronti nuovi tagli

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Il governo studia un’alternativa al ricalcolo dell’importo con il metodo contributivo per chi lascia il lavoro prima dell’età pensionabile. Andare in pensione prima, ricalcolando l’assegno in base ai contributi versati. Questo comporterebbe un taglio di un terzo della pensione lorda, un quinto di quella netta. Il pensionato potrebbe perdere un importo che va da 50 mila a 80 mila euro netti – a seconda dei casi – con un’attesa di vita media a 82 anni. E scivolare, dopo anche 36 anni di lavoro, sotto i 780 euro mensili della pensione di cittadinanza.

I SINDACATI

A dare nuova linfa al confronto, ci pensa il sindacato guidato da Maurizio Landini che non simula casi astratti, ma parte da alcuni cedolini di lavorati misti. “Un metalmeccanico di terzo livello con 23 mila euro di retribuzione a 64 anni (con carriera perfetta senza salti di stipendi), passerebbe da 1145 a 801 euro di pensione con un taglio lordo del 30%”. Cosi Enzo Cigna responsabile della previdenza pubblica della CGIL. “La pensione netta – aggiunge Cigna – passerebbe da 952 a 732 euro al mese dopo 36 anni di lavoro. In totale di rinuncerebbe a 51.840 euro netti dai 64 agli 82 anni”