Pensioni: situazione terribile per chi ha meno di 50 anni, la simulazione con Fornero e contributivo

Chi ha meno di cinquant’anni vede la pensione lontana. Non gli è ben chiaro cosa accadrà al sistema previdenziale da qui in avanti.  Se ne parla molto a livello politico, ma si ha sempre l’impressione che, alla fine, non accada nulla.

Il governo Lega – M5s ha ideato Quota 100, ma a partire dal 2022 evaporerà assieme a tutti gli altri sistemi d’uscita anticipata. Si pensa ad una riforma, ma per ora bisogna prendere atto del fatto che l’unica norma destinata a restare in vigore per il futuro è la Fornero.

L’esempio di Alessandro

A meno che non venga davvero messa in atto la riforma di cui tutti parlano, la situazione è quella che è stata descritta da Di Martedì. La trasmissione Di Martedì, in onda su La 7, ha simulato ciò che potrebbe accadere ad Alessandro.

Il protagonista della simulazione ha 46 anni e lavora dal febbraio del 1996. Questo significa che la sua carriera è iniziata proprio nel momento in cui è stato avviato il così detto contributivo puro. Ogni lavoratore, cioè avrà una pensione calcolata solo in base a quanto ha versato.

Alessandro è un privilegiato: da sempre ha avuto, infatti, lavori a tempo indeterminato e, al momento, ha buchi contributivi. Una rarità un mondo in cui il precariato e gli accordi a termine la fanno da padrone.

La situazione non è rosea, per lui figurarsi per gli altri dunque.

Pensioni: tagli del 40% per chi ha meno 50 anni oggi

Ipotizzando uno stipendio attuale da 1550 euro e che la sua situazione lavorativa resti stabile fino al 1^ luglio del 2040, lui per quella data potrà andare in pensione con 44 anni di contributi e la pensione anticipata. Il suo assegno, però, sarebbe di 930 euro.  Per quella data avrà 66 anni.

Qualora, invece, dovesse fare i conti con qualche vuoto contributivo, dipendente da qualche sventura, secondo la legge Fornero potrebbe lasciare il mondo del lavoro attraverso la pensione di vecchiaia. In quel caso potrebbe uscire dal lavoro l’1 ottobre del 2042.  Per lui ci sarebbe una pensione da 960 euro.

Un taglio del 40% che,  di fatto, rischierebbe di peggiore sensibilmente il suo potere d’acquisto e tenore di vita.