Pensioni, che voto daresti al tuo assegno?

A dare i giudizi, con una vera e propria pagella, è stato l'Ordine degli attuari in occasione del XII congresso nazionale

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Tra i discorsi su “quota 100”, riforma Fornero, pensioni d’oro, una nuova domanda si affaccia nel panorama della previdenza sociale. Quando si può definire sufficiente la propria pensione? A cercare di rispondere al quesito ci hanno pensato gli attuari (coloro che determinano l’andamento futuro di variabili demografiche ed economico-finanziarie, disegnando quale sarà la realtà nel breve, medio e lungo periodo) che, durante i lavori del XII congresso nazionale, hanno stilato una vera e propria pagella degli assegni pensionistici.

I voti alle pensioni
La valutazione è stata espressa tramite giudizi con una scala che va da insufficiente a ottimo. Si può definire sufficiente la pensione che raggiunge una copertura compresa tra il 50 e il 70 percento dell’ultimo stipendio. Il giudizio è quasi sufficiente se la cifra è compresa tra il 30 e il 50 percento, mentre sotto il 30 percento il voto è insufficiente. Infine, possiamo dirci soddisfatti quando la nostra pensione si attesta tra il 70 e l’80 percento, fascia che ottiene una valutazione pienamente sufficiente, con la promozione a pieni voti che si raggiunge con gli assegni che superano l’80 percento del valore dell’ultimo stipendio.

L’assistenza sanitaria
Un altro aspetto fondamentale per la terza età è, senza dubbio, quello dell’assistenza sanitaria. Anche in questo caso gli attuari hanno espresso i loro giudizi valutando il livello di copertura dei fondi sanitari. Si va dalla completa assenza di copertura che vale una piena insufficienza, alla promozione con ottimo per un’assistenza completa comprensiva di visite specialistiche e analisi diagnostiche. In mezzo troviamo la valutazione quasi sufficiente e la sufficienza: la prima la raggiunge chi garantisce, soltanto ai lavoratori, la copertura di grandi interventi e gravi eventi morbosi insieme alla copertura per la non autosufficienza (ltc-long term care) valida sia per chi lavora che per i pensionati; la seconda è assegnata ai fondi che estendono le garanzie per i grandi interventi e gli eventi morbosi anche ai pensionati. Infine, se a queste ultime prestazioni si aggiungono anche le coperture dei ricoveri il giudizio raggiunge la piena sufficienza.

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