Pensioni, Salvini assicura: «Quota 100 si farà»

Per il vicepremier e ministro dell'Interno, la manovra partirà a inizio 2019 e non prevederà penalizzazioni

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Sembra ormai chiaro che l’obiettivo di Matteo Salvini sia quello di riformare la Fornero, con la cosiddetta “quota 100”. Resta soltanto capire da quando. La misura di riforma previdenziale dovrebbe partire ad inizio 2019, come confermato dallo stesso vicepremier, e non ad aprile come si pensava da alcune indiscrezioni sulla manovra economica.

No a “scalone” e penalizzazioni
Inoltre, durante un’intervista a Rtl 102.5, Salvini ha bollato come fake news l’ipotesi di uno scalone 2018 che avrebbe consentito di andare in pensione, a marzo 2019, tutti coloro che avessero maturato i requisiti di “quota 100” da almeno due anni. Una soluzione ipotizzata per contenere il peso finanziario del superamento della legge Fornero. «Quota 100 – ha spiegato Salvini – è 62 anni di età e 38 anni di contributi senza penalizzazioni. Questo è l’impegno preso e lo porterò fino in fondo». Il ministro dell’Interno, ha poi aggiunto di essere «contento che ora a Bruxelles ci sia un atteggiamento costruttivo e che si siano resi conto che la Fornero è una legge sbagliata».

Pensione alleggerita
Tuttavia, un’analisi della Cisl ricorda che andando in pensione a 62 anni, con 38 di contributi, l’assegno pensionistico sarebbe più leggero. Con 5 anni in meno di contribuzione si andrebbe incontro a una perdita lorda che va da un 17,8 percento per chi ha 42 anni di contributi, fino a un 25,4 percento per chi ne ha accumulati 38. Al netto dell’Irpef, spiega la Cisl, l’assegno pensionistico vedrebbe una diminuzione da un minimo del 15,8 percento a un massimo del 22,45 percento.
Nonostante tutto, il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, valuta positivamente la misura pur facendo notare la necessità di agevolazioni per le donne con figli: «Quota 100 istituisce un nuovo e più favorevole canale di accesso al pensionamento rispetto alle condizioni attuali ma non adeguato a supportare, sufficientemente, le esigenze delle donne le cui carriere lavorative sono caratterizzate da un tasso di discontinuità maggiore rispetto agli uomini e come tale la quota è più complessa da conseguire».

Il commento dell’opposizione
Per Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, il governo dovrebbe dovrebbe rinunciare «definitivamente al reddito di cittadinanza e a “quota 100” e a destinare le poche risorse disponibile agli investimenti e al taglio delle tasse». Anche un rinvio di queste due misure, spiega, non servirebbe a modificare favorevolmente il rapporto deficit/Pil, condannando l’Italia alla procedura d’infrazione da parte dell’Ue.
E Mara Carfagna (FI), vicepresidente della Camera, aggiunge, in un post su Twitter: «Il governo non sa come correggere la manovra e rimanda ogni giorno le scelte necessarie. Hanno costruito un castello di promesse irrealizzabili. Togli un tassello, cade il castello. Reddito cittadinanza e quota 100 non pervenuti. Superare questo governo è sempre più urgente».

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