Perlego, l’App dei libri in streaming che rende l’università accessibile a tutti

La chiamano la "Spotify dell’editoria accademica" ed è stata fondata da due ex studenti della Bocconi. Funziona come i più famosi servizi per la fruizione di contenuti online. Si paga un abbonamento e si ha accesso a un catalogo di oltre 200 mila eBook per l’università. Tutelando il diritto d’autore

Perlego
Il team di Perlego

L’hanno soprannominata la “Spotify dei libri”. E non così difficile capire il perché. Stiamo parlando di Perlego, una startup – nata da pochi mesi – con sede a Londra ma dall’anima italiana. I suoi fondatori – Oliviero Muzi Falconi e Gauthier Van Malderen – hanno studiato assieme alla Bocconi di Milano e lì hanno toccato con mano quanto costino i testi universitari. Un vero salasso, soprattutto se si vogliono acquistare tutti quelli previsti dai vari programmi d’esame. E il nostro Paese non è messo neanche così male. Secondo uno studio Pwc del 2014, nel Regno Unito uno studente medio spende 439 sterline all’anno in libri mentre negli Stati Uniti si può arrivare a 1200 dollari. Per questo, la missione di Perlego è quella di democratizzare l’accesso al materiale accademico offrendo una valida alternativa tecnologica. A spiegarcela meglio è lo stesso Oliviero Muzi Falconi.

Qual è stato lo spunto che ha portato alla nascita di Perlego?
«Tutto parte da un’idea del mio “socio” Gauthier, durante un master a Cambridge nel 2016. L’anno prima ci eravamo laureati alla Bocconi e, durante i tre anni di corso, ci è capitato di spendere oltre 400 euro all’anno in libri. Nella maggior parte dei casi per studiarne solo alcuni capitoli. Perlego vuole essere una soluzione – pensata da studenti per altri studenti – proprio per far fronte alle esigenze economiche di tanti giovani».

Come funziona e cosa ci si può trovare?
«Perlego offre agli studenti un accesso illimitato a oltre 200.000 eBook accademici e professionali, a fronte di un abbonamento mensile di 14 euro. Sulla piattaforma sono disponibili titoli che vanno dall’economia e management all’arte, dalla fisica alla filosofia. Una sorta di libreria universitaria digitale dove, oltre ai testi per gli esami, ci si possono trovare saggi, pubblicazioni, report e liste di libri raccomandati da esperti per approfondire meglio argomenti specifici».

Quali sono i vantaggi che un servizio del genere può dare agli studenti?
«Innanzitutto costa molto meno rispetto all’acquisto di tutti i libri cartacei. E poi dà la possibilità di accedere a più libri in una volta, che uno studente può consultare liberamente quando e come vuole. Senza trascurare la praticità: meglio accedere a Perlego che trasportare libri, fotocopie o dover correre in biblioteca per sperare di riuscire a mettere le mani su uno dei pochi volumi disponibili».

Come sono i rapporti con le case editrici?
«Inizialmente gli editori si sono mostrati scettici. Ma quando hanno capito che, con questo sistema, potevano riappropriarsi di quanto gli stanno togliendo il mercato dei libri usati e la pirateria online, si sono convinti. Abbiamo stretto accordi con 1400 case editrici, inclusi otto fra i dieci principali attori sulla scena dell’editoria universitaria. Diversamente da altre piattaforme di eBook, Perlego garantisce la protezione del materiale: gli utenti hanno accesso ai libri solo tramite streaming e non possono scaricarli».

Si tratta soprattutto di editori angloamericani: perché?
«Ci siamo focalizzati su libri in inglese, dato che è la lingua più diffusa al mondo e per il fatto che in ambito universitario i libri anglosassoni sono diffusi, tradotti e presi come modello in tutto il mondo. Ciò, però, non esclude l’entrata futura nel mercato italiano; anche per i livelli d’istruzione inferiori. Perlego ha l’obiettivo di minimizzare i costi dell’educazione in generale. Lo riteniamo un diritto fondamentale».

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