Pianeta, cosa si può fare per salvarlo? Dal cibo alle vacanze

Ecco i risultati dell'indagine Coldiretti/Ixè: l’85 per cento degli italiani sposa l’ipotesi di mangiare solo prodotti km zero e di stagione

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Greta Thunberg non ha vinto il Nobel per la pace. Forse dovrà aspettare. Le battaglie per l’ambiente e per salvare il pianeta della giovane attivista svedese hanno spaccato l’opinione pubblica mondiale e del nostro Paese. Perché solamente la metà degli italiani sostiene Greta e i suoi ideali (51 per cento). Eppure in Italia si parte da un dato di fatto: 9 cittadini su 10, infatti, ritengono che ognuno di noi possa fare molto per proteggere l’ambiente. Lo si evince dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su “La svolta green degli italiani” nel 2019, presentata al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio.

Scelte salva ambiente
La sensibilità ambientale è in netta crescita, ma esiste anche la consapevolezza che non tutti hanno lo stesso livello di preoccupazione per la salute del pianeta. Ma cosa si è disposti a fare nella vita di tutti i giorni per tutelare l’ambiente? Svetta con l’85 per cento l’ipotesi di mangiare solo prodotti km zero e di stagione. Il 72 per cento del campione è disposto a ridurre l’utilizzo di auto, scooter e moto. Il 64 per cento è pronto a spegnere l’aria condizionata, mentre il 59 per cento dice che è disposto a spendere di più per mettere nel frigorifero prodotti bio. Ancora: il 54 per cento è disposto a evitare vacanze che comportano viaggi in aereo. Infine, il 40 per cento ha detto di poter rinunciare a pannolini per bambini e assorbenti.   

Rinnovabili
Il 61 per cento si dice molto o abbastanza favorevole a sovvenzionare le rinnovabili per aiutare il pianeta: dal fotovoltaico al biogas. «Gli incentivi del biometano – sottolinea la Coldiretti – dovrebbero prevedere bonus o meccanismi in grado di premiare l’origine agro-zootecnica della materia prima e tenere in debito conto le differenze, in termini di costi di gestione, rispetto all’impiego dei rifiuti. Anche l’applicazione delle tecnologie in grado di facilitare il trasporto del biocarburante dal luogo di produzione al luogo di distribuzione (liquefazione), da parte delle imprese agro-zootecniche che operano distanti dalla rete o dagli impianti di distribuzione, dovrebbe essere opportunamente oggetto di sostegno».

«Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – i mini impianti per il biometano possono arrivare a coprire fino al 12 per cento del consumo di gas in Italia. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento verso un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente».

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