Piccole e medie imprese, cosa ha fatto l’Europa per loro?

Non poco, perché le Pmi, quelle cioè che fatturano meno di 50 milioni l’anno e contano meno di 250 dipendenti, hanno creato oltre l’85 per cento della nuova occupazione

imprese

Mancano pochi giorni al voto e la campagna elettorale è agli sgoccioli. Prima di recarsi alle urne, però, i piccoli e medi imprenditori italiani non possono non essersi chiesti: negli ultimi cinque anni cosa ha fatto l’Europa per noi?

Base dell’economia europea
Di sicuro non poco, perché le Piccole e medie imprese (Pmi), quelle cioè che fatturano meno di 50 milioni l’anno e contano meno di 250 dipendenti, hanno creato oltre l’85 per cento della nuova occupazione. Dal 2014 al 2019 quelle italiane hanno attinto dalle casse dell’Unione europea (Ue) 15,22 miliardi di euro. Di questi 3,83 del Fondo europeo sviluppo regionale (Fesr), 4,30 dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e 222 milioni dal Fondo europeo per pesca e affari marittimi. Un totale quindi di 8,35 miliardi, mentre i restanti 6,87 sono arrivati attraversando una mediazione italiana. In tutto per le Pmi europee la Ue ha speso, tra progetti e cofinanziamenti, quasi 96,98 miliardi in cinque anni.

Regole e corsi
Il principale apporto della comunità sovranazionale riguarda le regole. Lo Small Business Act for Europe (Sba) si basa sul principio think small first, “prima pensa in piccolo” e nasce affinché il quadro regolatorio sia meno complesso e non trascuri quelle aziende che non possono permettersi di assumere un commercialista o un avvocato a tempo pieno. Da otto anni ogni Paese nomina un proprio rappresentante per le Pmi a Bruxelles, il quale entra a far parte di un gruppo di consulenza impegnato a semplificare le procedure burocratiche, rendendo più facile fare impresa. In concreto l’assemblea si occupa di promuovere buone pratiche e tracciare linee guida da seguire. Con il Piano di azione per l’imprenditorialità invece si interviene sulla formazione: studenti delle scuole superiori e delle università vengono inseriti in programmi basati su 15 competenze, divise ciascuna in 8 livelli. A che pro? Secondo la Commissione europea oltre il 20 per cento dei partecipanti apre un’attività una volta finita la scuola. Educatori e insegnanti possono avvalersi di sussidi pedagogici contenuti in un apposito sito. E chi l’ha detto che l’Erasmus è solo per i liceali? Anche i giovani imprenditori fanno esperienze all’estero. Così hanno fatto gli oltre 5 mila imprenditori che finora hanno aperto le porte delle proprie aziende per sei mesi a colleghi alle prime armi provenienti dagli Stati comunitari.

Accesso al credito
La maggior parte delle risorse però viene spesa per facilitare l’accesso al credito. La Ue non finanzia direttamente le imprese e lascia ad altri enti, come banche e fondi, decidere destinatari e quantitativi dei prestiti. Le risorse vengono attinte dalla Banca europea degli investimenti attraverso il Fondo europeo degli investimenti, a cui appartiene Cosme, uno strumento da 2,3 miliardi l’anno utilizzato per aumentare la competitività delle imprese. Finora Cosme ha consentito di prestare fino a 18 miliardi a 350 mila aziende (di cui la metà startup) con una spesa media annua di 41 mila euro. Le Pmi possono avvalersi anche dell’Eic Sme, dell’Agenzia esecutiva della Commissione europea, e InnovFin, pensato per incrementare l’innovazione. Strumenti particolari sono stati pensati per le imprese che operano nell’ambito del sociale. Un esempio è il Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (Easi), che finanzia il microcredito con un budget di almeno 112 milioni di euro. La Commissione e la Banca europea inoltre co-gestiscono la Sme Initiative Italy, volta a investire nel Mezzogiorno. L’Iniziativa Italia per le Pmi, finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), con i suoi 322,5 milioni in sette anni copre parte del rischio dei crediti concessi dalle banche alle imprese del Sud. Chissà se queste misure sono state apprezzate dagli imprenditori nostrani o si aspettavano di più. Per scoprirlo non resta che aspettare il 27 maggio.

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