Povertà, Mattarella: «In Italia è aumentata: avanti con politiche sostegno»

Il Presidente della Repubblica: «Nella stessa Europa le disuguaglianze si sono approfondite e la forbice sociale si è ampliata»

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Il Presidente della Repubblica (foto da Twitter: @Quirinale)

In Italia oltre 5 milioni di persone sono in condizione di povertà assoluta (dati Istat del 2017 e confermati oggi dalla Caritas). Di più. Il nostro è il Paese europeo con il più alto numero di persone a rischio povertà ed esclusione sociale: 17,4 milioni, pari al 28,9 per cento della popolazione (dati Eurostat del 2017). Sul tema vanno segnalate le parole di Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica: «Nel ventiseiesimo anniversario della Giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta alla povertà, desidero esprimere il mio apprezzamento a coloro che si battono per liberare il mondo da una piaga inaccettabile per il nostro tempo, ancora contrassegnato da squilibri planetari. Gli impegni assunti con la Dichiarazione del Millennio, e il rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel settembre 2015, hanno portato alcuni significativi miglioramenti nella vita di milioni di persone.  In Italia sia i casi di povertà assoluta, sia i casi di povertà relativa sono aumentati. Per questo è indispensabile, a tutti i livelli, continuare con politiche di sostegno a quanti vivono in povertà o vi sono fortemente esposti. Gli interventi devono avere la capacità di tradursi in un investimento sulle persone, sulle loro abilità e la loro formazione, al fine di promuovere un percorso di crescita individuale e di evitare che la povertà si traduca in crescente marginalità sociale. La povertà globale continua a decrescere; sempre più individui si sono visti garantire l’accesso a fonti d’acqua; un maggior numero di bambini frequenta le scuole primarie; infine una serie di investimenti mirati alla lotta contro la malaria, l’aids e la tubercolosi hanno salvato migliaia di uomini e donne. Tutto questo lascia, tuttavia, inalterata la dimensione di una sfida che riguarda lo stesso destino futuro dell’umanità, con nuove e vecchie piaghe che si affacciano. E’ indispensabile, in questo senso che ciascun Paese raddoppi i propri sforzi per porre fine alla malnutrizione, all’emarginazione sociale, alla malattia, contribuendo a dare migliori prospettive a quanti sono più esposti alle epidemie e alle calamità, agli effetti del cambiamento climatico, ai più deboli, alle donne e ai bambini. Nella stessa Europa le disuguaglianze si sono approfondite e la forbice sociale si è ampliata».

Di Maio su Facebook
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha commentato i dati della Caritas (povera 1 famiglia su 20 italiana, 1 su 3 straniera): «Sempre più italiani si rivolgono ai centri Caritas per avere un pasto caldo, al sud come al nord. A Milano per esempio la quota di italiani assistiti è passata dal 30 al 40 per cento. Il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza sono i primi due grandi passi per sconfiggere questa piaga. Come giustamente rileva la Caritas, il problema non sono solo i soldi. Ci sono anche il basso livello di istruzione, la carenza di alloggi, la rottura dei legami familiari. Un intreccio di drammi sociali e personali su cui a volte per lo Stato è difficile intervenire ed è per questo che la funzione di realtà come la Caritas non verrà mai meno e lo Stato deve facilitarne il compito il più possibile. Posso però dire che finalmente consideriamo le persone in difficoltà non solo come persone da aiutare economicamente: le vogliamo anche formare e inserire nel mondo del lavoro, come non si era mai visto prima».

La risposta di Delrio
Così Graziano Delrio, capogruppo del Partito democratico alla Camera: «Se il governo intende davvero contrastare la povertà ha a disposizione uno strumento già pronto e che funziona, il Reddito di inclusione: fermare tutto e ripartire da zero sarebbe un grave errore. Lo diciamo da tempo. Abbiamo anche presentato una proposta di legge per estenderlo e potenziarlo. Abbiamo dato la nostra disponibilità per migliorarlo, disponibilità che confermiamo. Alla maggioranza ed al governo abbiamo detto in più occasioni che il Reddito di inclusione è il frutto di una scelta maturata e compiuta insieme alle associazioni dell’Alleanza contro la povertà. Oggi la Caritas lancia l’allarme e chiede al governo di non smontare il Reddito di inclusione perché metterebbe a serissimo rischio la lotta alla povertà. Chiediamo alla maggioranza di mettere almeno una volta da parte la propaganda e ascoltare la voce della Caritas».

 

 

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