Premi: Missiroli, ‘allo Strega balliamo il valzer delle incognite’ 

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(di Carlo Roma) – Quest’anno al premio Strega “si balla il valzer delle incognite”. I giochi non sono definiti, i libri ‘in rampa di lancio’ per la cinquina, che sarà selezionata il prossimo 12 giugno al Tempio di Adriano e non in casa Bellonci a causa della ristrutturazione dell’edificio, sono di qualità e dimostrano la vitalità della letteratura italiana. Marco Missiroli, lo scrittore riminese entrato a far parte della dozzina con ‘Fedeltà’, pubblicato da Einaudi, romanzo proposto da Sandro Veronesi, non ha dubbi: “Lo Strega quest’anno mi sembra un grande valzer di incognite. Ci sono tanti libri forti e buoni che possono arrivare fino alla cinquina”.

I romanzi scelti finora, spiega infatti Missiroli all’AdnKronos, “sono belli, ne ho letto la metà e ora leggerò anche gli altri. Il libro di Scurati (‘M. Il figlio del secolo’, pubblicato da Bompiani e proposto da Francesco Piccolo ndr) mi è piaciuto, così come mi è piaciuto molto il libro di Claudia Durastanti ‘La straniera’ (La Nave di Teseo, proposto da Furio Colombo ndr)”. Missiroli punta proprio sul tasto del buon livello degli scrittori di casa nostra sottolineando con forza “che la letteratura italiana è in forma. Si dice sempre che è morta e scadente rispetto a quella dei paesi europei e rispetto a quella degli scrittori americani. E invece la nostra letteratura è molto in forma. Se guardiamo ai libri entrati nella dozzina, ma anche a quelli che sono rimasti fuori, oppure se guardiamo al panorama degli ultimi anni, vediamo dei contenuti narrativi, di grande forza e vitalità. Ogni anno ci sono delle voci importanti”. Infatti molti scrittori vengono “tradotti all’estero e anche questo è un dato fondamentale. Lo Strega fotografa un campione di bei libri” e testimonia “lo stato di salute della letteratura italiana”, dice Missiroli.

Lo scrittore si avvicina al prossimo verdetto del premio, quello della cinquina, con “molta emozione. Penso che quest’anno conteranno i libri, ma bisognerà aspettare la cinquina e la serata finale”, che si svolgerà nel consueto scenario del Ninfeo di villa Giulia il 4 luglio. In ogni caso, dice ancora Missiroli, “sono contentissimo di partecipare perché nell’immaginario di uno scrittore lo Strega è un premio molto importante che ha segnato un po’ la storia letteraria degli scrittori che si leggono e di quelli che ci hanno formato. Grandi scrittori l’hanno vinto e grandi scrittori hanno tentato di vincerlo. E poi dipende molto dallo spirito con cui lo si affronta. Io mi sento avventuriero”, confessa Missiroli.

Un avventuriero, si potrebbe dire, pronto ad accettare le discussioni che di anno in anno accompagnano e ‘condiscono’ il premio. “Fanno parte del gioco – osserva – penso che le cose ambite e vitali si portino dietro questo genere di controversie, fa tutto parte di una pista da ballo vitale. D’altronde chi non vuole partecipare non partecipa”, ovvero le regole si conoscono “fin dall’inizio”, afferma Missiroli. Considerato da più parti uno dei ‘cavalli vincenti’ per la vittoria finale, Missiroli si schermisce: “A me è stato detto, prima ancora che finissi il libro, che ero un candidato vincente. E ancora – scherza – non avevo finito di scrivere. Si pensi, allora, a cosa significhi lavorare con questa specie di voce sulla testa. Secondo me quest’anno è pieno di incognite e si balla veramente”, ribadisce.
Il libro con cui Missiroli corre al premio Strega, ‘Fedeltà’, continua a riscuotere interesse tanto che diventerà una serie targata Netflix: “Sono molto felice – dice a questo proposito Missiroli – e speriamo che Netflix venga a girare davvero la serie anche in Romagna”. Nel libro i due protagonisti, Carlo e Margherita, sono due sposi la cui unione è messa in forte dubbio da un presunto tradimento che si trasforma in un’ossessione aprendo la strada ad una riflessione a tutto tondo sul concetto di fedeltà. “Fedeltà – riflette Missiroli – è una di quelle parole sensibili, come le chiamava Umberto Eco, che rivelano l’epoca in cui vengono pronunciate. In questo senso, è una parola del nostro tempo che viene additato come un’epoca infedele. Spero che questo libro faccia capire che molto spesso nella parola fedeltà è compresa anche la parola infedeltà. E che nella parola infedeltà ci sia anche una parola nascosta che è il suo contrario, cioè fedeltà”. In altri termini, per lo scrittore, “ogni uomo di quest’epoca è capace di tenere insieme, la parola fedeltà e la parola infedeltà in una quotidianità che è sempre una sorpresa dovuta ai tempi di disgregazione sentimentale, economica e sociale”.

Insomma, per lo scrittore, si può passare “dall’essere infedele all’essere fedele in molto meno tempo rispetto a quello che succedeva alle vecchie generazioni. Quanto i protagonisti sono fedeli a loro stessi? E’ questa la vera domanda del libro”, dice Missiroli. Nel romanzo viene messa in luce “la lotta intestina tra quello che vorrebbero, e cioè la fedeltà verso l’altra persona e verso l’ordine e la norma sociale, e quello che hanno dentro, ovvero un principio di presunta infedeltà”, conclude Missiroli.

(Fonte: Adnkronos)