Prescrizione, penalisti in sciopero 

L’Unione delle Camere penali, parlando di “sciagurate iniziative” dell’attuale maggioranza di governo, a cominciare dalla riforma della prescrizione, ha proclamato quattro giorni di sciopero. L’agitazione è stata indetta da martedì 20 a venerdì 23 novembre. “No alla controriforma della giustizia penale”, si legge in un post su Facebook.

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“Pesanti nubi si addensano intorno al sistema penale del nostro Paese – si legge sul sito dell’Ucpi – Com’era prevedibile la connotazione populista dell’attuale maggioranza di Governo sta determinando l’adozione da parte delle forze politiche che la compongono di sciagurate iniziative destinate ad incidere sui meccanismi della giustizia penale”.

“La prescrizione nel nostro ordinamento è chiamata tra l’altro a svolgere la funzione di presidio del principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Soppresso tale equilibratore il tempo dell’accertamento diviene infinito, definitivamente trasformandosi il processo stesso in pena, con evidenti ricadute sulla stabilità dei rapporti giuridici”, scrivono i penalisti.

“Le forze di Governo stanno dimostrando di voler pervicacemente perseguire, attraverso l’adozione di ulteriori iniziative parlamentari, l’obiettivo della abrogazione della prescrizione, addirittura iscrivendola in una minacciosa prospettiva di generale riforma del processo, le cui premesse sloganistiche sono già sufficienti a dare il segno di una dissennata deriva giustizialista e populista. E ciò senza alcun confronto con la comunità dei giuristi che nel suo insieme ha espresso la contrarietà a tale modo di operare”, si legge ancora. “D’altro canto, i primi interventi legislativi in tema di giustizia penale non lasciano adito a dubbi”.

Le norme del ddl anticorruzione “si distinguono per la loro incompatibilità con il dettato costituzionale”. “Il Progetto introduce di fatto l’inquietante figura dell’agente infiltrato, attraverso la scorciatoia della speciale causa di non punibilità per l’autore del reato il quale non solo si manifesti ma consenta la individuazione, anche con collaborazione investigativa, dei correi. L’idea di fondo della riforma -inaccettabile per uno Stato democratico- è che l’organizzazione della Pubblica Amministrazione meriti di essere trattata come un fenomeno di criminalità organizzata, con ulteriore aggravio delle procedure anziché la previsione della loro semplificazione”, scrive ancora l’Unione delle Camere penali.

Nel mirino dell’Ucpi c’è anche la riforma della legittima difesa, che evoca la “legittimità di forme di giustizia privata, la Legge di modifica del giudizio abbreviato e “il c.d. Decreto sicurezza” dalla “svolta autoritaria”, che “prevede l’abolizione della protezione umanitaria” e il trattenimento prolungato nei centri di permanenza.

Inoltre, “i capi della maggioranza di Governo continuano ad annunciare ulteriori riforme del diritto processuale penale, prospettando soluzioni la cui vaghezza si accompagna alla volontà di restringere garanzie e diritti della difesa”. Ecco perché “l’Unione delle Camere penali ritiene necessario procedere a una forma di protesta più radicale al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, tutte le sedi di giurisdizione, le istituzioni parlamentari e governative sulla grave situazione di pregiudizio per le libertà individuali, denunziando la svolta illiberale che si intende imprimere al processo penale”.

(Fonte: Adnkronos)